Qualche giorno fa ho ricevuto un SMS da una mia nipote, evento eccezionale in sé, visto che la vedo e sento praticamente solo in occasione delle feste comandate, anche a causa della distanza.
Naturalmente, come tutti i ragazzi, nel messaggio è andata subito al punto, senza convenevoli: “Zio mi scarichi due film da Internet?”.
Superata la prima sorpresa, ho iniziato a rifletterci su. Non mi andava di risponderle con un SMS sbrigativo, ma non volevo neanche finire a farle un predicozzo, cosa che ricordo benissimo odiavo alla sua età (anche se sono passati più di trenta anni).
Alla fine le ho telefonato (ha il cellulare, naturalmente…), e le cose si sono fatte interessanti, tanto da spingermi a scriverne qui.
In breve, a scuola le hanno parlato dello scaricare film da Internet, e il messaggio che è arrivato è che il rischio è una multa salata. Ci siamo salutati con la promessa di farle avere i film richiesti in modo legale, e con l’impegno di parlarne a voce la prossima volta che ci si vede.
Ovviamente, questo mi ha fatto riflettere, e non poco. Se questo è il messaggio che viene dato ai ragazzi, che di Internet ne sanno spesso più di chi va a parlargli in classe, e ne sanno in maniera diretta, per esperienza, vuol dire che abbiamo sbagliato tutto.
La multa per un italiano di oggi è sinonimo di una lotteria, ossia prima mi devi beccare. L’effetto deterrente è pressoché nullo, per non parlare della totale assenza di ogni legame con qualsiasi concetto di legalità ed etica. Questo significa sottovalutare e svalutare i ragazzi, e le loro potenzialità. Nella mia, certamente limitata, esperienza, i ragazzi hanno un fortissimo senso dell’etica e della legalità.
Quello che non viene invece detto è che molte organizzazioni criminali usano contro di noi le nostre stesse cattive abitudini. Prendiamo a esempio le reti peer to peer del circuito di Emule. Cercando un qualsiasi film o software, non importa se legalmente o illegalmente condiviso, possiamo star certi che ci troveremmo di fronte queste trappole:
- Film differenti da quello cercato, o “modificati” ad arte. Il titolo del film è giusto, ma il file contiene ben altro, certamente non si tratta di materiale adatto ad un minorenne. Qualche volta neanche ad un maggiorenne. Il problema è gravissimo, in quanto, a meno di appositi plugin che non tutti conoscono o usano, non è possibile sapere che cosa c’è dentro il file che si va a scaricare fino a quando non si è scaricato completamente, tranne casi limitatissimi. Per la legge italiana, se il film che andiamo a scaricare dovesse contenere materiale pedo-pornografico, indipendentemente dal fatto che chi scarica lo sappia o meno, non solo si configura il reato di detenzione di materiale pornografico (art.600 quater del Codice Penale), che prevede fino a tre anni di reclusione, ma, per il modo di funzionare dei programmi e delle reti peer to peer, si configura il reato di cessione e diffusione di materiale pornografico (art. 600 ter del Codice Penale). Questo perché nel momento in cui inizio a scaricare un qualsiasi file tramite Emule, il programma provvede a distribuire le porzioni che ho sul mio computer ad altri che cercano lo stesso file, anche se ne ho solo pochi kilobyte. Questo comportamento è insito nel funzionamento dei protocolli peer to peer, e non è semplice da disabilitare. Poi, naturalmente, nella formulazione della condanna, di solito il giudice tiene conto di vari fattori attenuanti (l’essere “vergini” penalmente, ossia incensurati, l’intenzionalità, la quantità del materiale, il tempo di permanenza nel proprio disco, ecc.), ma il problema è che si subisce un processo penale, con tutto quello che ne consegue. Considerando che quando il responsabile del reato è un minore, paga il genitore o il tutore legale, si rischia di trovarsi coinvolti in una bruttissima situazione a propria totale insaputa. Ci sono anche delle situazioni, al limite del doloso, in cui il film scaricato è un montaggio, dove i primi minuti sono proprio del film cercato, ma dopo segue un altro film, naturalmente differente e certamente non quello voluto.
- Film camuffati da software. Cercando un software, non importa se con licenza di uso libero o proprietaria, è sicuro imbattersi in file con il nome del software cercato, ma contenenti filmati, e non software. La presenza di cose come “OK Funzionante!” aggiunte al nome del file, naturalmente, non serve a garantire alcunché. Inutile dire che il film non sarà nella totalità dei casi adatto alla visione da parte di un adolescente, ed in molti casi neanche a quella di un adulto.
- Software troianizzato. In questo caso il software c’è, e qualche volta funziona anche, ma contiene delle sorprese, sotto forma di ospiti indesiderati e invisibili. Se il software cercato è sotto forma di immagine ISO, ossia di “copia” pronta per la masterizzazione su CD o DVD, la sorpresa è dentro, integrata col software. Ho avuto esperienza di persone che hanno installato il sistema operativo “prelevandolo” da Emule, e di trovarsi con strani comportamenti al momento della connessione a Internet, indice di qualcosa di poco salutare. Se invece il software è in forma installabile/eseguibile, la sorpresa è camuffata da programma di installazione o da “tool” per registrare/craccare il software. Lo scopo di questi malware è di sottrarre dati relativi agli account personali dell’utilizzatore del computer (posta elettronica, home banking, social networks, accessi a siti web e servizi FTP, ecc.). Altro scopo è quello di sfruttare risorse di elaborazione e connessione a Internet del computer stesso, certamente per scopi poco etici.
- Malware camuffato da software. In molti casi, il file scaricato non contiene il software cercato, ma è esso stesso un malware, camuffato. La situazione è identica alla precedente, solo che chi ha scaricato il file non ottiene niente del tutto, ma si trova un malware, probabilmente un botnet agent, attivo nel computer, ricadendo nel punto precedente.
- Malware camuffato da strumenti per scavalcare le protezioni. Qui le cose si fanno interessanti. Come sanno tutti i truffatori di professione, la prospettiva di un facile guadagno è la prima qualità necessaria per orchestrare una truffa che funzioni. Quindi, cercando un crack o un keygen su Emule, possiamo stare sicuri di trovare molto di più di quanto cercavamo, e certamente non nel senso che intendevamo.
Tutto questo è molto più frequente di quanto si possa pensare, e il fatto che mediamente ogni settimana mi trovo a ripulire un computer di qualche conoscente con problemi di malware, infilatosi nel computer tramite uno dei trucchi elencati poco fa, deve far riflettere su quale sia appunto il messaggio da trasmettere ai ragazzi.
Su questo sito spesso arrivano persone, indirizzate da Google e compagni, alla ricerca di modi per usare ad esempio le “chiavette” 3G/UMTS/HSDPA con Emule, per avere un ID alto o per “aprire le porte” sulla chiavetta, per via della presenza di alcuni articoli che parlano di come usare questi dispositivi con Linux o con l’eeePC, niente a che vedere con Emule. Alcune di queste cose sono impossibili: quasi tutti gli operatori 3G assegnano un indirizzo IP delle classi private (vedi rfc1918), indice che la connessione è dietro un firewall o un altro apparato che opera un NAT (Network Address Translation), e quindi rende impossibile accettare connessioni di rete in ingresso, cosa indispensabile per avere un “ID alto” in Emule, e quindi ottenere benefici di priorità nei download.
Tralasciando il fatto che l’operazione di usare un accesso via 3G/UMTS/HSDPA a consumo è una strategia perdente, visto che conta il traffico in uscita, oltre che quello in ingresso, e che quello in uscita è molto più consistente, l’indicazione è che il “vizietto” è diffuso, e tutte le altre considerazioni, economiche, legali, etiche, vengono dopo.
Quello che mi domando è che cosa possiamo fare per instillare un minimo di competenza, perché di questo si tratta, nei ragazzi come mia nipote? Potremmo parlare di condivisione, di libertà e di riconoscimento del proprio lavoro. Potremmo parlare di etica e di legalità ma, francamente, c’è il rischio di sentirci rispondere, e non a torto, che con tutti i cattivi esempi che hanno ogni giorno da noi stessi, che problema vuoi che sia lo scaricare un film da Internet?
Ecco, questo è un problema reale di sicurezza, un problema che nessuno strumento tecnologico può risolvere, perché la sua origine non è tecnologica, ma umana e comportamentale. Se potessi, andrei nelle scuole a fare opera di evangelizzazione, e gratis. Mi basta pensare a questi ragazzi, per cui abbiamo preparato un mondo futuro che noi stessi abbiamo difficoltà a capire, e ce li stiamo infilando a forza.

