Per chi non l’avesse capito, quanto scritto nell’articolo immediatamente precedente questo, è da interpretare come un effetto collaterale della data. Insomma, è un pesce d’aprile. Poco credibile, visto che SuperPunk lo ha smascherato dopo appena pochi minuti, mentre Serendippo c’era quasi cascato, ma poi si è ripreso. Spero di non aver seriamente traumatizzato nessuno.
La mia posizione su Vista è ancora molto prudente. Le mie idee le conoscete già (vedi qui, qui, qui, qui e qui).
Certamente le critiche che vanno per la maggiore a Vista sono, secondo me, ovvio, insostenibili. Nel senso che si contestano difetti che in realtà difetti non sono. Ci si lamenta che le cose non sono al solito posto, ma lo stesso è successo per Windows XP, e per Windows 2003 server. Ci si lamenta che è lento e richiede molte risorse, ma si dimentica di fare il normale “tuning” che si fa in ogni sistema operativo appena installato. Ci si lamenta delle nuove misure di sicurezza, troppo “intrusive”.
Ora, a parte la classica inclinazione, a quanto pare non solo italiana, a lamentarsi di tutto, ci sono delle critiche da fare a Vista, ma da tutto un altro punto di vista (scegliere un altro nome no, eh Bill?).
Le mie personali critiche riguardano tre punti principali: le strategie di sicurezza, l’uso smodato della crittografia e il “tutto installato, tutto acceso”.
Le strategie di sicurezza potevano essere finalmente indirizzate verso la corretta gestione da parte dell’utilizzatore finale degli account amministrativi, ossia educare gli utenti a non essere sempre e comunque amministratori, che è la prima causa di tutti i problemi di sicurezza di tutte le versioni di Windows. Invece no. La strada scelta è di aggiungere controllori “automagici” che rilevano una operazione potenzialmente pericolosa e chiedono conferma all’utente prima di proseguire. Strada seguita ad esempio dai personal firewall, che quando arriva una cosa nuova che vuole uscire chiedono all’utente, che spesso ne sa meno di loro, che di solito clicca su “abilita” e “ricorda impostazione”. Alla fine è inutile. Ce ne sono altri di esempi, ma il succo è questo: si poteva andare in una direzione nuova, ma si è scelto di blindare la vecchia. Le conseguenze saranno evidenti fra qualche tempo, quando i creatori di malware avranno preso confidenza con Vista, e Windows XP perderà una consistente fetta delle installazioni per obsolescenza. Il che vuol dire: quando Vista diventerà l’unico bersaglio dei creatori di malware. Non dovremo aspettare molto.
La crittografia è uno dei pilastri portanti in Vista: viene usata dappertutto. Firme crittografiche, certificati, cifratura, ma la parte più consistente, quella che ha richiesto più lavoro e che si mangia più risorse, è la gestione della protezione del diritto d’autore, ossia la verifica di autenticità dei contenuti multimediali. Il DRM (con il cugino TPM) sono in Vista due pachidermi obesi di crittografia. Per i meno preparati, la crittografia è un mostro mangiatore di risorse di elaborazione: processore e memoria. La pesantezza di Vista e la grande richiesta di risorse necessaria per il funzionamento è in gran parte da imputare alla presenza di queste tecnologie per la protezione dei diritti di altri. Ecco uno dei motivi della pesantezza di Vista.
Al momento dell’installazione ben poca scelta viene lasciata, secondo la filosofia (in parte giustificata…) che l’utente non solo non ne sa abbastanza, ma non è in grado di decidere. Quindi viene installato e attivato tutto. Ma proprio tutto. Succede fin dai tempi di Windows XP e con Vista peggiora. Ora, a parte l’effettiva utilità di molti componenti, il fatto che non sia messo a disposizione dell’utente un modo per togliere i componenti inutilizzati lo trovo estremamente limitante, oltre a portare lo spazio occupato sui dischi a livelli mai visti prima. Ed il dover ricorrere a programmi di terze parti come vLite per alleggerire la situazione non è certo la strada migliore, oltre ad essere molto probabilmente fuori da qualsiasi best practice di Microsoft.
In conclusione, se vogliamo criticare Vista, di motivi ce ne sono, ma certamente non quelli più spesso letti e sentiti in giro.
Per approfondire
Le strategie di sicurezza in Vista: Joanna Rutkowska, badvista, Coding Horror.
Vista e DRM/content protection: Bruce Schneier, no1984.org e il costo del DRM.







