Nella prima parte abbiamo visto come si può creare la propria distribuzione LIVE di Fedora, sfruttando i livecd-tools messi a disposizione dal team del progetto Fedora. Ora vediamo di rendere le cose ancora più “appetitose” mostrando come si può trasferire la nostra distribuzione LIVE personalizzata su un pen drive USB o su una scheda SD per poterla utilizzare come se fosse installata su un normale disco magnetico.
Non una semplice LIVE
L’architettura disponibile sulle nuove distribuzioni LIVE di Fedora, a partire dalla versione 9, rende possibile la creazione di una distribuzione che fonde la comodità di un supporto avviabile praticamente ovunque (almeno sui computer non troppo vecchi), compatto e leggero, con le caratteristiche di una distribuzione regolarmente installata: aggiungere pacchetti nuovi ed aggiornare quelli installati, conservare le impostazioni e le modifiche apportate durante l’uso, conservare i propri dati nella home directory e trovarli pronti ad ogni avvio, ed infine, dalla versione 10 di Fedora, avere la possibilità di cifrare i dati conservati nella home per renderli virtualmente inaccessibili a chiunque.
Questo articolo che leggete è scritto da un eeePC 900 di ASUS, con una Fedora 10 LIVE su desktop XFCE, usando la connessione a Internet tramite il modem Momodesign MD-@, perfettamente funzionante. La distribuzione è installata su una scheda SD da 16G, e visto che l’eeePC permette il bootstrap dallo slot integrato per questo tipo di memorie, la lascio sempre inserita ed al momento dell’accensione scelgo con cosa avviare, se la Linux Xandros di serie o la Fedora Personal LIVE.
Cosa occorre
Naturalmente un pen drive USB o una scheda SD di capacità adeguata. Il pen drive si può avviare praticamente ovunque, mentre la scheda SD è utilizzabile con i computer che posseggono lo slot corrispondente e che siano un grado di avviare il sistema operativo da tale slot. Per eliminare ogni dubbio basta uno sguardo alla configurazione del BIOS. Come ho già accennato, l’ASUS eeePC 900 possiede lo slot per schede SD ed è in grado di avviare un eventuale sistema operativo contenuto sulla scheda inserita.
Il supporto può essere formattato con filesystem FAT, e consiglio caldamente di non cambiare il tipo di filesystem con cui il supporto esce di fabbrica. La ragione è che un altro tipo di filesystem potrebbe abbreviare notevolmente la vita del supporto, per ragioni che sono lunghe da spiegare. Non è necessario che il supporto sia vuoto, può contenere altri file, ad esempio foto o musica, non saranno toccati dalla procedura di installazione e rimarranno accessibili anche dalla distribuzione LIVE una volta avviata.
Creazione della Live su USB
Inserito il pen drive, il comando è questo, da impartire in un terminale come utente root:
# livecd-iso-to-disk --overlay-size-mb 2000 --home-size-mb 2000 F11-i686-Live-XFCE.iso /dev/sdc1
che andiamo a vedere nel dettaglio:
--overlay-size-mb 2000– è la dimensione in megabyte dello spazio disco che viene sommato alla root della distribuzione Live una volta avviata. In questo spazio vengono aggiunti o spostati i file nuovi o modificati nel filesystem root. Se ad esempio installiamo un pacchetto aggiuntivo, i suoi file andranno ad occupare questo spazio, ma saranno presenti da quel momento ad ogni avvio della Live. In pratica consente di aggiornare o installare pacchetti e di rendere permanenti le modifiche alla configurazione del sistema, proprio come un normale sistema installato. Lo spazio in overlay è in un unico file nella directory LiveOS del pen drive, della dimensione indicata, in questo caso 2000 megabyte. Reinstallando la Live o cambiando versione il file di overlay viene ricreato vuoto, per evitare conflitti, quindi tutte le eventuali modifiche fatte a file di configurazione vengono perse. In realtà non è un gran problema, perché le attuali versioni di Fedora possono svolgere gran parte del lavoro quotidiano senza toccare nulla della configurazione generale. Dalle prove che ho fatto in questi ultimi mesi, il file di overlay è superfluo, almeno per l’uso che ne faccio io, e nelle ultime installazioni su pen drive o schede SD non lo faccio neanche creare.--home-size-mb 2000– è lo spazio assegnato alla partizione home, dove saranno memorizzati tutti i file dell’utente liveuser, usato nel normale impiego della Live. Detto in altro modo: se scarichiamo dei file, generiamo dei documenti, personalizziamo il desktop, tutte le modifiche ed i file generati o modificati finiranno in questa partizione, e saranno presenti ad ogni avvio, esattamente come su un sistema installato normalmente. Il tutto è sotto forma di file dal nome home.img nella directory LiveOS, della grandezza indicata, ossia 2000 megabyte. Il file rimane intatto se si installa una nuova Live, o si reinstalla la stessa, conservando dati e impostazioni personali fra gli aggiornamenti.F11-i686-Live-XFCE.iso– è il file ISO generato da noi con la procedura spiegata in precedenza, o la Live ufficiale di Fedora. Può essere di qualsiasi dimensione, anche un DVD, purché ci sia spazio a sufficienza nel pen drive. Unico problema è che se l’immagine ISO è più grande di 2 gigabyte non si può installare su pen drive formattati in FAT./dev/sdc1– è la partizione FAT del pen drive. Si può rilevare usando il comando mount senza parametri.
Il procedimento dura qualche minuto, in funzione della dimensione della ISO, della grandezza dei file di overlay e home, e naturalmente della velocità del pen drive. A questo proposito, se si intende usare una scheda Secure Digital (SD) conviene acquistarne una di classe 6, che garantisce una velocità accettabile, col minimo garantito di 6 megabyte al secondo sostenuti in scrittura (vedere a tale proposito la pagina sulle schede Secure Digital in Wikipedia). Durante la preparazione, se abbiamo scelto di avere la partizione di home persistente, ci verrà chiesto di scegliere ed inserire una password per la cifratura dei dati su questa partizione. Se non ci interessa cifrare i dati, basta aggiungere al comando visto sopra il parametro --unencrypted-home e non ci sarà chiesta nessuna password. Al termine della preparazione abbiamo nel pen drive due directory aggiunte: LiveOS e syslinux. Nella prima ci sono il contenuto della ISO, i file di overlay e la home persistente, sulla seconda c’è il necessario per l’avvio. Siamo pronti per avviare la nostra Live da pen drive.
Messaggi di errore
Durante l’operazione di preparazione potremmo ricevere uno di questi errori:
- /dev/sdc1 is mounted, please unmount for safety – Significa che la partizione su cui vogliamo installare la Live è montata o abbiamo indicato il device sbagliato. Per smontare il pen drive basta selezionare “Smonta” dal menu di contesto dell’icona del pen drive stesso.
- Partition isn’t marked bootable! – Questo accade con i pen drive nuovi. Basta usare fdisk o parted o gparted per aggiungere il flag di “avviabile” alla partizione scelta per l’installazione, o all’unica presente.
- MBR appears to be blank. Do you want to replace the MBR on this device? – anche questo avviene con un pen drive o una scheda SD nuovi. Basta rispondere di sì.
- Can’t have a home overlay greater than 2048MB on VFAT – questo succede se si indica una dimensione troppo grande dei file di overlay o di home per il filesystem del pen drive. Basta ridurre le nostre pretese o cambiare il tipo di filesystem del pen drive, cosa che sconsiglio.
- ERROR: Requested keeping existing /home and specified a size for /home Please either don’t specify a size or specify –delete-home – Questo errore appare se il pen drive è già impostato come Live ed esiste un file di home.img, ma noi abbiamo specificato di nuovo il parametro
--home-size-mb. Cancellare il file home.img, se non ci interessa conservare i dati dell’installazione precedente, direttamente o con il parametro--delete-home, o togliere il parametro--home-size-mb - Already set up as live image. Deleting old OS in fifteen seconds… – avvertimento che appare se il pen drive è già impostato come Live avviabile. Ignorare se intendiamo aggiornare o cambiare il sistema installato.
Problemi e fastidi
Nei mesi in cui ho utilizzato Fedora Live sul mio eeePC 900 ho riscontrato questi problemi:
- In un caso l’overlay della partizione root si è rovinato, e non partiva più. E’ bastato cancellarlo per riuscire a ripartire, naturalmente perdendo tutte le impostazioni ed i pacchetti installati.
- Capita a volte che la partizione di home presenti degli errori al mount durante l’avvio (per vederli basta premere il tasto Esc quando appare il logo di Fedora). In qualche caso non si monta più e ci si accorge del problema quando il desktop diventa quello di default, perdendo tutte le nostre impostazioni. Basta passare in single user mode con il comando init 1, e forzare un fsck del device /dev/loop5, di solito usato per la partizione di home.
- Se la partizione di home è cifrata, i problemi sono più frequenti.
Questo almeno con Fedora 9 e 10. La versione 11 la sto sperimentando da qualche giorno, per cui non ho ancora dati sufficienti. In ogni caso, i problemi citati si hanno soltanto in presenza delle partizioni persistenti, per cui se non si necessita di overlay e partizione home persistente, si possono omettere i rispettivi parametri: il resto del pen drive, accessibile dalla Live avviata in /mnt/live, può essere utilizzato per archiviare file e documenti.
I difetti riscontrati, peraltro, sono frutto della relativa novità, e probabilmente scompariranno con l’uscita delle nuove versioni dei tool.


