Ho notato da un po’ che è praticamente impossibile capitare su un sito che parla di computer e informatica o fare una qualsiasi ricerca su Google riguardante sempre computer o informatica senza vedere la pubblicità di programmi per pulire e velocizzare il registro di Windows, mostrati nei banner di Google Ads.
I siti che li offrono sono apparentemente ben fatti e curati, anche se si notano alcune incertezze attribuibili ad un traduttore automatico. Bene in vista c’è il pulsante Scarica GRATIS!, anche se poco sotto appare la contraddittoria frase “100% Garanzia Soddisfatto o Rimborsato”. Se è gratis, cosa viene rimborsato?
Naturalmente ho fatto alcune analisi sul comportamento di questi software. Niente di esoterico, per carità, che fra l’altro è vietato dalla licenza stessa del software. Semplicemente ho fatto un controllo incrociato sulle presunte schifezze segnalate nel registro di Windows dal solerte software.
Ecco in dettaglio i test fatti. L’ambiente è una macchina virtuale Windows XP con SP2 installato, fresca di installazione, senza nulla aggiunto, mai connessa in rete prima. Il software ha una modalità automatica in cui esegue una scansione e mostra alla fine un rapporto sui problemi rilevati. Una seconda modalità di scansione consente invece di selezionare da un elenco cosa deve controllare, ad esempio chiavi di registro vuote, associazioni dei file, voci del menu di avvio, cronologia degli URL di Internet Explorer. Il responso del primo tipo di test è allarmante: 95 problemi rilevati. Su un computer fresco di installazione non è male. Andando a vedere quali siano i problemi, la situazione si fa imbarazzante. Ne elenco alcuni dei più singolari:
- Sotto “Cronologia di IE” vi è una singola riga, relativa alla chiave “Software\Microsoft\Internet Explorer\TypedUrls” che vale “http://www.microsoft.com/isapi/redir.dll?prd=ie&pver=6&ar=msnhome”. Non sapevo che la pagina di default di Internet Explorer 6 fosse un problema.
- Sotto “Chiavi Vuote del Registro” vi sono le impostazioni di alcuni screensaver (3DFlyingObj, 3DPipes e Bezier), che sono naturalmente vuote perché non è ancora mai stato impiegato uno screensaver, figuriamoci se configurato nelle sue proprietà. Ma la più gustosa è una chiave di registro appartenente al programma di pulizia appena installato. Non doveva pulire?
- Nelle “Associazioni file” è considerato un problema che i file Wave abbiano nel menu di contesto “Apri con…” il Registratore di Suoni di Windows.
- Per ultimo viene considerato un problema che l’applicazione cmmgr32.exe (il Microsoft Connection Manager) abbia il path di installazione scritto in una chiave di registro.
Provato un differente software che dichiara di offrire lo stesso servizio, i problemi riscontrati diventano 43, naturalmente non ne coincide neanche uno con i 95 rilevati dall’altro. E naturalmente nessuno dei due si accorge dell’altro.
Altra prova: installo Firefox 3.5 appena scaricato. Il primo fa lievitare gli errori da 95 a 106, il secondo insiste su 43 errori. Installo Gimp 2.4.4: nessuna variazione: 106 errori il primo, 43 il secondo. Nel frattempo l’avvio del computer virtuale è diventato sensibilmente più lento, perché ad ogni avvio effettua la scansione del registro e propone la pulizia mediante registrazione dei programmi.
Ragionando a cervello spento, cerco una utility che mi renda più veloce il computer, ottimizzando tutto. Ne trovo una che fa al caso mio, la installo. Riavvio il computer virtuale, che intanto impiega cinque volte tanto a mostrare il desktop, rispetto a quando era “sporco e non ottimizzato”. Appena aperto il desktop partono le tre scansioni: i due pulitori del registro e l’ottimizzatore, che non tarda a mostrare la sua potenza. Propone i seguenti interventi:
- Sotto la categoria “Privacy files” sono elencati ben 232 problemi. In pratica sono la cache di Internet explorer, di Firefox, l’elenco dei siti visitati e qualche chiave di registro. Tutta roba che si può pulire tranquillamente dai browser stessi e senza installare niente in aggiunta.
- Sotto la categoria “Network tweaks”, sono elencati 10 interventi fra cui “Incrementare la cache del browser”, “Controllare gli aggiornamenti della pagine web solo una volta per sessione”, “Impostare la cache a 5000kb” e “controllare l’aggiornamento dei contenuti solo una volta per sessione”. Sono le stesse due voci, duplicate con la stessa descrizione, perché vi sono due browser installati. La seconda, ossia controllare i contenuti sui siti web solo una volta per sessione, rende sì la navigazione più veloce, ma ha anche qualche effetto collaterale, che lascio da scoprire come compito a casa. In ogni caso, le impostazioni sono modificabili senza altri intermediari anche dai rispettivi browser.
- Sotto la voce “Windows tweaks”, abbiamo ben 13 interventi, fra cui disabilitare l’animazione delle finestre e dei menu, non modificare la data di ultimo accesso dei file, non cancellare il file di paging all’uscita dal sistema operativo e per ultimo non usare il file di paging. Anche qui non c’è bisogno di un software specifico, e comunque, a parte il piccolo miglioramento nella velocità di risposta che si ottiene disabilitando gli effetti grafici, tutti gli altri interventi hanno i loro effetti collaterali.
- Per ultimo, sotto la categoria “Startup tweaks”, troviamo elencati una serie di servizi da disabilitare che in realtà o sono già disabilitati, o poco usati, ma se disabilitati hanno alcuni effetti collaterali che non sono spiegati nel software.
Come è facile immaginare, anche per cancellare la cache del browser devo registrare il programma, acquistando una licenza al prezzo di 25 euro, scontato.
Ultima prova: ho disinstallato sia Gimp che Firefox, naturalmente chiedendo a Firefox di togliere tutti i suoi file e le sue chiavi di registro, oltre che tutti i dati del profilo. Il risultato è che mentre l’ottimizzatore vede meno cose da fare (non c’è più Firefox con la sua cache da pulire ed ottimizzare), gli altri due mostrano 108 e 47 problemi ciascuno. Naturalmente i problemi mostrati in più non coincidono fra loro.
Rimane l’ultima prova, la disintallazione. I tre programmi si eliminano senza tanti problemi, ma uno di essi lascia una chiave di registro per l’avvio automatico, solo che l’applicazione non c’è più. Ora il computer è tornato ad essere veloce come prima, all’avvio.
Conclusioni
Al di là delle prestazioni e dei vantaggi dichiarati, il prezzo richiesto non vale il lavoro fatto da questi programmi, nella migliore delle ipotesi. L’eccessivo numero di problemi riportati, che, lo ricordiamo, sono rilevati su un computer fresco di installazione, fa pensare che sia una strategia per indurre ad acquistare un prodotto in fondo inutile, le cui funzioni o sono già presenti nel sistema operativo o sono svolte da altre applicazioni gratuite e senza oneri di alcun tipo.
Insomma, questi software hanno un comportamento più simile ad un grayware, che ad un programma utile a qualcosa. Sia ben chiaro: i produttori di questi software non fanno nulla di illegale, in sé, soltanto usano delle tecniche di marketing piuttosto aggressive. Pensateci due volte prima di mettere mano alla carta di credito.
















