Guardo mio figlio, quattro anni e mezzo, che clicca abilmente su pulsanti e link all’interno del sito LEGO®, sceglie un giochino in Flash con Saetta McQueen, si mette la cuffietta, molla il mouse, posiziona le dita sui tasti cursore ed inizia la corsa.
A due anni padroneggiava il mouse come se fosse un arto o un organo del proprio corpo, con la stessa naturalezza. Sapeva dire meno di venti parole, non sapeva tenere una matita in mano, nonostante gli sforzi congiunti di papà e mamma, ma mouse e tastiera non avevano segreti per lui.
Qualche giorno fa, un caro amico di viaggi da pendolare, mi raccontava le sue preoccupazioni per il figlio, adulto, che non sembrava propenso a diventare indipendente ma, pur avendo un lavoro precario e niente sicurezze, stava pensando di cambiare l’auto, “vecchia” di due anni: “Eppure – raccontava – i suoi amici gli chiedono in continuazione consigli sul computer. Pensa che è lui che li accompagna nel negozio e gli sceglie i pezzi, glieli assembla e gli consegna il computer funzionante.”
La sua era confusione. Non capiva come mai un ragazzo che riesca ad assemblare e far funzionare un computer a partire dai singoli pezzi non riuscisse a capire ragionamenti elementari come quelli sull’indipendenza e sull’inutilità dei soldi spesi per uno scaldabagno semovente che brucia benzina.
Allora gli ho spiegato cose che nessuno ha il coraggio di dire. Nessuno.
Assemblare un computer a partire dai singoli pezzi è qualcosa che una scimmia ammaestrata può fare, è come seguire una ricetta, per di più molto semplice:
- I connettori interni sono sagomati e colorati: è impossibile inserire un cavo in un connettore errato, ed è impossibile inserirli al contrario, vista la presenza di una chiave di orientamento meccanica. Come è difficile inserire il cavo nel connettore sbagliato, a meno di essere daltonici o di usare una mazza.
- I cavi sono ridotti al minimo e lo spazio interno è quasi vuoto, data la compattezza dei componenti moderni
- I connettori delle schede e della memoria sono chiaramente identificati e colorati, per cui è, di nuovo, impossibile sbagliare.
- Se si compra tutto insieme dallo stesso venditore, i pezzi sono già scelti per “lavorare” insieme, ed il venditore, che molto spesso è un appassionato esso stesso, avverte se si stanno comprando parti incompatibili fra loro (non sempre, ma spesso).
- L’installazione del sistema operativo e dei relativi driver è diventata talmente semplice e lineare che realmente chiunque può installare il software. Il “wizard” di installazione di Windows 7 pone pochissime domande, tutte assolutamente banali, non serve una laurea in scienza dell’informazione.
Al termine delle mie spiegazioni mi guardava dubbioso ed incredulo. Come ulteriore conferma gli ho citato un paio di episodi da lui stesso raccontati, in cui appariva evidente, almeno a me, che sì, sapeva installare Windows, ma non era in grado di risolvere un problema banale come quello di una scheda WiFi che non si connetteva alla rete wireless di casa, per via del driver che non era in grado di accettare cifrature WPA/WPA2.
Pian piano si è convinto (è difficile per un padre accettare che i propri pargoli siano nella media, figuriamoci l’accettare che siano sotto la media…), ed anzi la mia spiegazione gli ha chiarito la confusione che gli creava l’apparente contraddizione fra il saper “maneggiare” un computer e non capire semplici calcoli su benzina consumata e strada percorsa.
L’episodio, al solito, mi ha fatto riflettere, non poco. Siamo abituati a sentir dire che “i giovani sono naturalmente portati per l’informatica”, ma sono sempre più convinto che sia falso e fuorviante.
Da ragazzo, l’unica cosa che si poteva smontare, personalizzare, aggiustare era il motorino, per i più fortunati, la bicicletta per gli altri. Era normale sentire genitori ammirati per la capacità del proprio figlio di riparare e personalizzare la propria due ruote, sembrava attenderci un mondo di esperti meccanici.
Era la stessa situazione, con in più la complessità del fatto che molte parti del motorino non avevano le sicurezze per evitare di essere montate al contrario, o di dimenticare un paio di pezzi nel rimontare la parte “aggiustata”. E lì si vedeva la differenza fra quello che sapeva “sotto il cofano” cosa c’era, e quello che seguiva delle ricette, senza capirle.
Oggi questo ha riflessi profondi e gravissimi sull’impiego della tecnologia nella nostra vita. Ne vedo e ne subisco continuamente gli effetti. Gli “amministratori” wizard-dipendenti sono innumerevoli, ed i risultati si vedono. E l’effetto più deleterio è che loro stessi, e chi gli sta intorno, si convincono di essere “esperti”, dimenticando che l’esperienza non è saper seguire una ricetta, per di più guidata da un wizard.
L’esperienza è sempre più intesa come “lo strumento giusto per il lavoro giusto”. La “click-button” knowledge (parafrasando una frase di un amico, ciao Nanni), possiamo chiamarla: quale bottone premere ed in quale sequenza. Secondo questo ragionamento basta comprare gli attrezzi meccanici giusti per essere un meccanico da Formula 1 (a vedere qualche meccanico in giro in effetti il dubbio viene).
Chi poi dovrebbe essere in grado di selezionare le persone in base alla competenza, in molti casi, è appena in grado di distinguere un mouse da un touchpad, per cui si arriva a situazioni ridicole dove vieni chiamato per un lavoro su Linux RedHat Enterprise ed il selezionatore non solo non legge il tuo curriculum (no, non è il solito espediente per vedere se il curriculum è vero, ma non lo legge proprio, altrimenti non sarebbe successo che…), ma ti sottopone ad un pistolotto su quanto è bello Windows 2008 Server, e su quanto sia arretrato Linux, discorsi che non sentivo da 15 anni.
Come faccia un cliente a capire quanto è competente l’informatico che si trova davanti, se pensa che tutti i giovani siano naturalmente portati, è e rimarrà un paradosso al pari del gatto di Schrödinger.
Su tutto questo si innesta un discorso molto più “meta”, dove posso dire che noi informatici svendiamo la nostra competenza per un piatto di lenticchie, ma questa è una storia differente.






