Quest’anno l’annuale incontro del gruppo ISMProfessional è stato un po’ sotto tono, a causa degli impegni lavorativi di molti dei componenti.
Per questo ho proposto di incontrarci in uno dei miei luoghi di presenza lavorativa. Il motivo è che da questa settimana avvieremo il nuovo cuore dell’archivio digitale radiofonico, mandando a riposo il vecchio dopo ben dieci anni di onorato servizio. I passi fatti dalla tecnologia da 1998 ad oggi sono impressionanti, e sono ben visibili soprattutto nel più spettacolare dei componenti: la tape library.
Questo elemento contiene tutto l’audio e gli elementi multimediali di contorno che sono nell’archivio. Eccovi un breve resoconto del contenuto ad oggi:
- 146.000 bobine di nastro da 1/4 di pollice, durata media 20 minuti ognuna, riversate in digitale dal 1997 al 2000, per un totale di oltre 48.000 ore di audio.
- 70.000 titoli CD, riversati con il metodo del ripping. Ogni titolo può essere un singolo CD, o un cofanetto da 2,3,4,5 o 6 CD.
- La registrazione 24×365 delle tre reti radiofoniche dal 1995 ad oggi e della rete parlamentare dal 1996 ad oggi.
Per dare una idea delle dimensioni in byte dell’archivio, siamo al momento intorno ai 180 Tbyte. Ma forse è molto più efficace una foto.

Questo è l’esterno della vecchia tape library. Per dare una idea delle dimensioni, la torre che si vede in primo piano è alta due metri e mezzo, con base quadrata di 2,3 metri di lato. All’interno vi è un meccanismo con un ingranaggio in acciaio di 1,9 metri di diametro. Ognuna delle due torri contiene 5.120 cartucce DLT7000/DLT IV. La movimentazione è fatta da un braccio con pinza pneumatica, comandato da un controller industriale. All’interno vi sono 14 drive DLT7000. Ecco una foto dell’interno dove si vede lo scaffale delle cartucce, tutte etichettate con codice a barre, e la colonna centrale su cui è imperniato il braccio.

La nuova tape library, acquistata nel 2007, e messa in funzione a pieno regime nel novenbre 2007, è molto meno “appariscente”, ma è un concentrato di tecnologia: 4 bracci indipendenti, ridondanze multiple, drive LTO/Ultrium-3 in fibre channel nativi. Inoltre, nello stesso volume di una cartuccia DLT ora vi sono dieci volte più dati: da 40Gbyte a cartuccia dei DLT siamo passati ai 400Gbyte di Ultrium.
Ecco una foto della nuova tape library, con a fianco il rack dei server che la gestiscono e che costituiscono il cuore dell’archivio.

Qui una foto ravvicinata dell’interno. E’ presa con lo sportello chiuso, quindi si vede poco dell’interno.

La migrazione dei dati dal vecchio archivio al nuovo è avvenuta senza impatti sulla normale attività degli utenti. In quattro mesi tutto il materiale è stato migrato dai DLT ai nastri Ultrium. In questi giorni si procederà alla commutazione dei servizi sul nuovo sistema.
Con gli amici del gruppo ISMProfessional ho fatto il consueto “giro turistico”, con dimostrazione dell’attività dei due robot. Per come è progettato il sistema, capita raramente di dover accedere al materiale su nastro, per cui al momento della dimostrazione è necessario scegliere qualcosa dall’archivio che sia certamente poco richiesto.
Nel nucleo dell’archivio batte il cuore di un pinguino: varie funzioni, fondamentali, sono svolte da server Linux. Le distribuzioni più usate sono SUSE 9 e, indovinate un po’, Fedora.
Per quest’anno è andata così. Speriamo il prossimo di avere più tempo, e magari di organizzare qualcosa di più vicino agli interessi per cui il gruppo è nato.

