Archivio per la categoria Lavori in corso

ISM Conference 2008

Quest’anno l’annuale incontro del gruppo ISMProfessional è stato un po’ sotto tono, a causa degli impegni lavorativi di molti dei componenti.

Per questo ho proposto di incontrarci in uno dei miei luoghi di presenza lavorativa. Il motivo è che da questa settimana avvieremo il nuovo cuore dell’archivio digitale radiofonico, mandando a riposo il vecchio dopo ben dieci anni di onorato servizio. I passi fatti dalla tecnologia da 1998 ad oggi sono impressionanti, e sono ben visibili soprattutto nel più spettacolare dei componenti: la tape library.

Questo elemento contiene tutto l’audio e gli elementi multimediali di contorno che sono nell’archivio. Eccovi un breve resoconto del contenuto ad oggi:

  • 146.000 bobine di nastro da 1/4 di pollice, durata media 20 minuti ognuna, riversate in digitale dal 1997 al 2000, per un totale di oltre 48.000 ore di audio.
  • 70.000 titoli CD, riversati con il metodo del ripping. Ogni titolo può essere un singolo CD, o un cofanetto da 2,3,4,5 o 6 CD.
  • La registrazione 24×365 delle tre reti radiofoniche dal 1995 ad oggi e della rete parlamentare dal 1996 ad oggi.

Per dare una idea delle dimensioni in byte dell’archivio, siamo al momento intorno ai 180 Tbyte. Ma forse è molto più efficace una foto.

Questo è l’esterno della vecchia tape library. Per dare una idea delle dimensioni, la torre che si vede in primo piano è alta due metri e mezzo, con base quadrata di 2,3 metri di lato. All’interno vi è un meccanismo con un ingranaggio in acciaio di 1,9 metri di diametro. Ognuna delle due torri contiene 5.120 cartucce DLT7000/DLT IV. La movimentazione è fatta da un braccio con pinza pneumatica, comandato da un controller industriale. All’interno vi sono 14 drive DLT7000. Ecco una foto dell’interno dove si vede lo scaffale delle cartucce, tutte etichettate con codice a barre, e la colonna centrale su cui è imperniato il braccio.

La nuova tape library, acquistata nel 2007, e messa in funzione a pieno regime nel novenbre 2007, è molto meno “appariscente”, ma è un concentrato di tecnologia: 4 bracci indipendenti, ridondanze multiple, drive LTO/Ultrium-3 in fibre channel nativi. Inoltre, nello stesso volume di una cartuccia DLT ora vi sono dieci volte più dati: da 40Gbyte a cartuccia dei DLT siamo passati ai 400Gbyte di Ultrium.
Ecco una foto della nuova tape library, con a fianco il rack dei server che la gestiscono e che costituiscono il cuore dell’archivio.

Qui una foto ravvicinata dell’interno. E’ presa con lo sportello chiuso, quindi si vede poco dell’interno.

La migrazione dei dati dal vecchio archivio al nuovo è avvenuta senza impatti sulla normale attività degli utenti. In quattro mesi tutto il materiale è stato migrato dai DLT ai nastri Ultrium. In questi giorni si procederà alla commutazione dei servizi sul nuovo sistema.

Con gli amici del gruppo ISMProfessional ho fatto il consueto “giro turistico”, con dimostrazione dell’attività dei due robot. Per come è progettato il sistema, capita raramente di dover accedere al materiale su nastro, per cui al momento della dimostrazione è necessario scegliere qualcosa dall’archivio che sia certamente poco richiesto.

Nel nucleo dell’archivio batte il cuore di un pinguino: varie funzioni, fondamentali, sono svolte da server Linux. Le distribuzioni più usate sono SUSE 9 e, indovinate un po’, Fedora.

Per quest’anno è andata così. Speriamo il prossimo di avere più tempo, e magari di organizzare qualcosa di più vicino agli interessi per cui il gruppo è nato.

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Sì, sì, eccomi.

Non sono sparito. Sono solo pieno di lavoro fino ed oltre i capelli, e comincio a perdere colpi. Anche l’età non aiuta.

Al momento ho parecchia carne al fuoco, purtroppo poca per il blog.

La seconda settimana di maggio faremo il passaggio dal vecchio sistema di archivio digitale radiofonico al nuovo, punto focale di tre anni di lavoro. Abbandoniamo una tape library da 10500 nastri DLT7000 in favore di una con 1000 nastri LTO/Ultrium.

A metà maggio si avvia un altro progetto di archivio storico multimediale, di dimensioni più contenute, ma certo non meno importante.

Sto lavorando su tre differenti installazioni di OpenNMS.

Ho per le mani un Lacie Ethernet Disk Mini con disco guasto con cui replicare la prodezza del MyBook.

Sto scrivendo, a tempo perso, una web application in PHP/AJAX per snellire il lavoro del reparto doppiaggio.

Sto indagando su un problema di sicurezza in una nota applicazione (per ora non posso dirvi di più).

Insomma, sono costantemente col processore al 100%, con la coda di processi in attesa di servizio che si allunga di giorno in giorno. Spero di sopravvivere fino alle ferie.

In attesa di regalarvi qualcosa da leggere, vi invito a risolvere il gioco di computer forensic proposto da Denis Frati.

A presto.

Windows 2003 Server su HP Proliant™ ML350

Dopo essermi preso un po’ di ricreazione, è arrivato il momento di lavorare.

Su queste macchine (ne ho tre) dovrà girare una applicazione che necessita di Windows 2003 Server. Il problema è che la versione di Windows 2003 in mio possesso non include il Service Pack 1, e sulla copertina del porta-CD dello SmartStart™ di HP c’è scritto bene in evidenza che con Windows 2003 “liscio” ci saranno problemi.

In effetti il problema è presto identificato: le macchine sono dotate del controller RAID S-ATA P400, con sei dischi da 750GB. Creando un unico blocco RAID5 con un disco di hot-spare, ed assegnandolo ad un unico volume logico da 3 TB (in parole povere come un unico disco rigido da 3TB), l’installazione di Windows fallisce subito non trovando nessun disco. In pratica se il volume logico supera i 2TB non viene rilevato in fase di installazione.

Anche per maggiore ordine nel filesystem, ho creato tre volumi logici: uno da 50GB per il sistema operativo, uno da 300GB per i database ed i relativi indici per il full-text indexing, il restante spazio per i file audio e video previsti per l’applicazione (è un archivio multimediale). Ora è come se il computer avesse installato tre dischi fissi: uno da 50GB, uno da 300GB ed uno da 2,6TB. In questo caso Windows 2003 Server si installa sul primo volume (quello da 50GB) senza lamentele, liscio come l’olio.

Al termine esce un altro problema: mentre il volume logico da 300GB è rilevato e può essere partizionato e formattato senza problemi, quello da 2,6TB non è accessibile, e viene segnalato nella gestione disco come “illeggibile”.

Anche qui è un problema facilmente risolvibile: si installano gli aggiornamenti per Windows 2003 Server (per la cronaca, siamo al Service Pack 2).

Al termine, dopo il consueto riavvio, potremo accedere al volume logico da 2,6TB, ma c’è ancora una sorpresa: l’utility di gestione disco mostra il disco diviso in due parti, la prima da 2TB esatti e la seconda con lo spazio restante. Stavolta non è un problema di Windows, ma della tabella delle partizioni di tipo MBR. La dimensione massima di una partizione nella tabella di tipo MBR è di 2^32 settori, numero che corrisponde ad esattamente 2TB (con settori fisici del disco da 512 byte). Non solo, l’indirizzo del settore di partenza della partizione è sempre un numero a 32 bit, per cui la creazione di una eventuale altra partizione oltre i 2TB non è possibile.

Cliccando col tasto destro del mouse sul disco da 2,6TB, nel menu contestuale appare una voce “Trasforma in GPT”. GPT altro non è che l’acronimo di GUID Partition Table, un tipo di tabella delle partizioni che aggira il problema. Questo tipo di tabella è compatibile con le nuove specifiche per quello che sostituirà a breve il vecchio BIOS, ossia EFI. Una volta trasformato il disco per l’uso con questo tipo di partizionamento, l’unità da 2,6TB diventa immediatamente accessibile. In pochi minuti è stata formattata in NTFS, pronta per l’uso.