Archivio per la categoria Hackles

Hackles #27

Hackles #27

Sono stato un appassionato di fantascienza, e l’uscita di film come Guerre Stellari e Star Trek hanno rappresentato un evento per me. Prima ancora il massimo erano film come “UFO: distruggete Base Luna” o “Spazio: 1999″.

I rispettivi telefilm venivano trasmessi per la TV dei Ragazzi alle 17 e qualcosa, dopo il telegiornale di Bianca Maria Piccinino. Se perdevo un episodio era una tragedia… era impossibile vivere senza vedere la puntata settimanale!!!

Poi nel tempo quello che sembrava impossibile ed intollerabile è diventato la regola. Forse sono cambiati i miei interessi. La fantascienza mi piace ancora, certo, ma sono diventato parecchio più esigente, non mi bastano gli effetti speciali…

…o forse è una questione di saturazione.

La striscia nel suo contesto originale è qui.

Hackles #26

Hackles #26

Una delle cose per cui spremersi le meningi al momento dell’installazione di un nuovo computer, per quanto possa sembrare paradossale, è il nome. Il tempo che si passa davanti al fatidico pannello che chiede come battezzare il computer, annaspando alla ricerca di un nome, è incredibile.

Per un certo periodo di tempo avevo preso spunto dall’universo di Star Trek, ma ad un certo punto mi sono trovato a corto di nomi. Poi c’era un altro problema: finché i nomi erano Enterprise, Reliant, Voyager, DeepSpace9, Starbase1, anche i miei colleghi mi seguivano, ma esauriti questi, e passando a nomi meno noti alle persone normali, le difficoltà aumentavano: “come si chiama il server del database? (MemoryAlpha)” oppure: “Il server di test? (Regula1)”, e così via.

Alla fine ho scelto di dare nomi più “italici”: muletto (server di riseva), ventolino (piccolo ma con una marea di rumorosissime ventole), ghost e spirit (server delle immagini di backup), antibiotico (…facile da indovinare), tipografia (anche questo), ecc.

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Hackles #25

Hackles #25

Quello che succede al personaggio della striscia sembra un po’ improbabile, oggi che abbiamo infiniti canali di comunicazione: telefono, cellulare, VoIP, e-mail, chat, instant messaging.

E come dimenticare le meraviglie del Web 2.0?

C’è solo un piccolo problema: tutti questi canali di comunicazione stanno sempre più convergendo su un unico supporto, una singola infrastruttura: Internet ed i suoi protocolli.

Per chi si occupa di sicurezza (che, per inciso, non è avere un firewall ed un antivirus) questa situazione è foriera di disastri. Esempi passati ce ne sono a volontà, ma, si sa, l’economia deve andare avanti, la crescita economica non può perdere tempo appresso a queste piccolezze.

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Hackles #24

Hackles #24

L’ultima frontiera pare sia il VoIP.

Ma continuo a pensare che sia un passo indietro: il caro vecchio telefono funziona anche se manca la corrente, e non è poi tanto facile da intercettare.

Il VoIP richiede un computer o comunque un telefono IP (che altro non è che un computer) ed una connessione a Internet funzionante. Intercettare le comunicazioni non è poi tanto difficile, ma la parte peggiore deve ancora venire.

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Hackles #23

Hackles #23

“…a me non succede!”

Quante volte l’abbiamo pensato? E quante volte, invece di pensarlo e basta, ci siamo sentiti un po’ disgustati e “al di sopra” di certi individui colpiti dalla sorte avversa?

Niente di meglio di una sana scossa per rendersi conto che non è merito nostro se non siamo combinati come lo sfortunato personaggio verso il quale ci sentiamo così superiori…

Le cose della vita possono cambiare all’improvviso, e quasi mai le lezioni del destino/fato/sorte (chiamatelo come volete) sono gratuite.

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Hackles #22

Hackles #22

Che la realtà sia qualche volta completamente surreale è certamente una contraddizione in termini, ma ciò non toglie che sia vero. Ed ho la sensazione che a volte noi esseri umani facciamo l’impossibile per far sì che succeda…

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Hackles #21

Hackles #21

Supponiamo per un sola sera di non accendere: televisione, radio, computer, videogames, telefonini, lettori DVD/CD/VHS/MP3.

Immaginiamoci in questa situazione: cosa possiamo fare?

Se non riusciamo a trovare una risposta in breve tempo… non è un buon segno. Proprio no. Non è solo IAD. Nessuno ha pensato: leggo un libro? Faccio due chiacchiere con moglie/marito? Una partita a Monopoli/Ramino con il/la consorte?

Non ci avevamo pensato? Perfetto: siamo pronti per il Web 2.0, dove tutto è in linea, meno la comunicazione, quella vera.

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Hackles #20

Hackles #20

Qualche settimana fa, per lavori di potenziamento della rete elettrica avevano sospeso l’erogazione di elettricità per parecchie ore. In inverno, col fatto che faceva notte presto, si poteva fare poco, a parte dormire, e certo non alle sette di sera.

La cosa si è risolta con cena a lume di candela, seguita da una partita a Scarabeo con la moglie, sempre a lume di candela.

Erano secoli che non mi rilassavo tanto: atmosfera romantica, silenzio, luce morbida e riposante.

Magari succedesse più spesso…

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Hackles #19

Hackles #19

A volte la felicità è nelle cose più semplici. Su questo i bambini hanno molto da insegnare. Siamo ossessionati da desideri complessi, articolati, intrecciati con mille vincoli, quando in fondo basterebbe saper apprezzare l’essenziale: una casetta in Costa Azzurra, un miliarduccio di euro, un jet privato, cose così…

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Hackles #18

Hackles #18

Non chiedere mai ad un fanatico pinguinaro se sia meglio Linux o qualsiasi altra cosa. Allo stesso modo evitare di chiedere ad un Debianista/Ubuntista/quellochevipare quale sia la migliore distribuzione Linux.

Entrambe le risposte sono scontate. L’entusiasmo della scoperta gioca brutti scherzi, ma allo stesso modo l’abitudine: all’inizio del percorso di scoperta, l’euforia fa mettere Linux in paradiso, tutto il resto all’inferno; mentre la profonda conoscenza e la sensazione di essere a casa che si sviluppa con l’abitudine fa mettere la propria distribuzione sulla vetta, e tutte le altre sotto.

L’importante è evitare il fanatismo, che fa chiudere gli occhi a qualsiasi argomento che possa anche solo lontanamente minacciare le proprie convinzioni: ci si sente inattaccabili, ma si perde il beneficio dell’evoluzione e del cambiamento, dati soltanto dal riconoscere che la perfezione non esiste.

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