Ovviamente il tipo finisce sia nel mio lettore di feed che nel blogroll, dritto dritto e senza passare dal via.
Archivio per la categoria Fuori tema
Ne vale la pena. Eccome!
Jul 2
Qualche giorno fa mi sono lasciato andare ad uno dei miei momenti di sconforto (il termine appropriato sarebbe un altro, ma lasciatemelo passare così…), lamentandomi in sostanza che il mondo è brutto, sporco e cattivo.
Mi stavo chiedendo da un po’ se valesse tutto il tempo perso e lo sbattimento per avvertire gente del fatto di avere il sito bucato e schiavizzato da gente priva di scrupoli. In effetti i risultati ottenuti erano piuttosto scarsi, e tutto sommato molto frustranti. Insomma, ero convinto di fare qualcosa di meritevole. Ma le reazioni erano spesso sconcertanti, per non parlare delle poche risposte ottenute.
Ma in questi giorni qualcosa è cambiato, nel senso che sono successe un po’ di cose che in effetti non mi aspettavo, e che mi hanno dato una vigorosa spinta per continuare il lavoro fatto fino ad ora.
A volte ne vale la pena. Molto.
Grazie di cuore a Sauro, Suzukimaruti, Andrea ed altri che non posso citare per riservatezza.
Déjà vu a rovescio
Apr 25
Era il 23° secolo, l’ora più buia del genere umano.
La guerra infuriava da quasi cento anni. Si combatteva da così tanto tempo che nessuno ricordava più il motivo per cui tutto era iniziato. Sappiamo solo che c’erano due fazioni: la Coalizione e l’Alleanza.
Per decenni, a milioni morirono per lo stesso pezzo di roccia, e ancora, e ancora.
(dal filmato introduttivo del videogame Freelancer)
Provare a sostituire il secolo con quello appena iniziato, e i nomi dei contendenti con i primi due che vengono in mente.
Inquietante. Sarà che oggi sono successe un po’ di cose inconsuete. Speriamo sia soltanto un effetto collaterale del compleanno.
Sì, sì, eccomi.
Apr 17
Non sono sparito. Sono solo pieno di lavoro fino ed oltre i capelli, e comincio a perdere colpi. Anche l’età non aiuta.
Al momento ho parecchia carne al fuoco, purtroppo poca per il blog.
La seconda settimana di maggio faremo il passaggio dal vecchio sistema di archivio digitale radiofonico al nuovo, punto focale di tre anni di lavoro. Abbandoniamo una tape library da 10500 nastri DLT7000 in favore di una con 1000 nastri LTO/Ultrium.
A metà maggio si avvia un altro progetto di archivio storico multimediale, di dimensioni più contenute, ma certo non meno importante.
Sto lavorando su tre differenti installazioni di OpenNMS.
Ho per le mani un Lacie Ethernet Disk Mini con disco guasto con cui replicare la prodezza del MyBook.
Sto scrivendo, a tempo perso, una web application in PHP/AJAX per snellire il lavoro del reparto doppiaggio.
Sto indagando su un problema di sicurezza in una nota applicazione (per ora non posso dirvi di più).
Insomma, sono costantemente col processore al 100%, con la coda di processi in attesa di servizio che si allunga di giorno in giorno. Spero di sopravvivere fino alle ferie.
In attesa di regalarvi qualcosa da leggere, vi invito a risolvere il gioco di computer forensic proposto da Denis Frati.
A presto.
Se mi leggete, sapete che non è mia abitudine discutere con sconosciuti di questioni così importanti. Da tempo ho rinunciato a discutere di politica e di idee con persone che non mi conoscono, per il semplice fatto che il rispetto delle idee altrui è una pratica ormai sconosciuta. Basta esprimere una idea differente dall’interlocutore per essere immediatamente bollati come perdenti, strategia tipica degli insicuri, che salvano se stessi e le proprie idee da qualsiasi pericolo di evoluzione svalutando a priori le opinioni altrui: sei un perdente, quindi questo mi esonera dal confrontarmi con te.
A questo ci sta portando tanta televisione spazzatura, tanta politica becera e spaventosamente vuota di contenuti e soprattutto senza idee.
Il danno peggiore è che non ci si rende conto che si viene distratti dai problemi reali, quelli che contano, e c’è sempre chi è pronto a trasformare questa “distrazione” a suo vantaggio. Guardi il cane che abbaia, ed intanto ti sfilano i pantaloni. Di esempi ce ne sono a tonnellate.
Soprattutto nel campo dove lavoro, la situazione è che il politico “standard” ignora completamente l’intero settore per anni, poi improvvisamente, spesso a causa dell’ennesima puntata di “sbatti il mostro (sbagliato) in prima pagina”, interviene in modo assolutamente scollato dalla realtà. Risultato scontato, vista la generale incompetenza di chi scrive sull’argomento nei media a larga diffusione, e che dovrebbe fare informazione, e non opinione.
Se poi vogliamo andare a pensar male, si scopre che il risultato finale dell’intervento è che non vengono difesi i diritti degli elettori, no, vengono difesi i diritti dei più forti, pochi, a danno della massa. E la massa siamo noi.
Tutto questo pistolotto per dire che c’è una iniziativa della Associazione Software Libero che ha chiesto ai partiti ed ai candidati di pronunciarsi sull’argomento libertà digitali. Sul sito trovate l’elenco dei partiti che hanno aderito ed i nomi dei rappresentanti, divisi per regione. Sulla barra qui a destra trovate il logo, cliccabile, che vi porta al sito.
Votate come vi pare, sono affari vostri e non me ne frega niente delle vostre ragioni. Ma tenete presente il lavoro che fate, tenete presente che ogni DVD e CD che comprate, vergine o meno, è gravato da tasse sulla pirateria e da costi dovuti alla protezione dei diritti di altri. I costi di sviluppo delle protezioni da copia sono ribaltati sul prezzo d’acquisto.
Piratare per vendetta, o per protesta, è stupido. La mia posizione è molto più radicale: hai messo una protezione del contenuto? Non compro. Stai calpestando i miei diritti, già abbastanza sgualciti, e non solo non compro la cosa che vendi con la protezione (che mi fai anche pagare), ma ti escludo dai miei fornitori. Hai perso un cliente. E credimi, io le cose le compro originali.
Quindi, invece di scrivere scemenze in giro per la Rete, guardate nel vostro portafogli e prima di andare a votare pensate a chi realmente si interessa a voi. Da parte mia posso assicurare che pretenderò risultati da colui che avrà il mio voto. Il tempo delle chiacchiere è finito.
Nota Bene
L’articolo è rimasto oscurato da sabato sera a lunedì sera per rispettare il silenzio elettorale.
Da Linux a Vista™
Apr 1
Dopo oltre dieci anni di uso di Linux in varie versioni e distribuzioni, posso affermare di conoscerne pregi e difetti. Lo stesso posso dire dei sistemi operativi di casa MIcrosoft™. Fino a Windows XP le cose erano ancora in discussione, ma l’uscita di Vista ha finalmente dissipato gli ultimi dubbi, ed ha dimostrato chiaramente il livello di maturità dei sistemi operativi della software house di Redmond.
I sette anni di sviluppo richiesti per il rilascio di Vista si vedono, soprattutto per quelle nuove funzioni “sotto il cofano”, a prima vista poco evidenti: migliorata sicurezza, rinnovata attenzione ai problemi di protezione della proprietà intellettuale, interfaccia utente conforme agli standard riconosciuti.
Soprattutto dal lato sicurezza il lavoro è stato molto, e la nuova strategia implementata in Vista è certamente la soluzione di tutti i problemi finora lamentati da tutti gli utenti, dai più fastidiosi ai più pericolosi. La nuova politica di firma crittografica dei driver, che ora devono essere certificati da Microsoft prima dell’uso, ha eliminato alla radice i problemi di malware più aggressivi, tagliando le gambe ai “cattivi”. Il nuovo firewall, la protezione genitori, e soprattutto lo User Account Control, che chiude definitivamente ogni possibilità di eseguire programmi contro la volontà dell’utente legittimo.
In Linux queste feature non solo non sono presenti, ma difficilmente saranno implementate. La struttura stessa, se di struttura si può parlare, della tipica distribuzione Linux, ossia un kernel, una pletora di applicazioni ed una manciata di script in vari linguaggi (differenti da distribuzione a distribuzione) per tenere tutto insieme, difficilmente può essere organizzata per supportare la stessa architettura.
Il risultato è che gli utenti di Linux sono esclusi dalla gran parte dell’esperienza d’uso di un sistema operativo evoluto come l’ultimo nato di casa Microsoft: niente video HD, niente contenuti protetti, nessuna protezione dai moduli TPM, nessuna assistenza da parte di UAC.
Insomma, in breve, il grande salto in avanti, in effetti un vero e proprio leap of faith, dei sistemi operativi di Redmond rende obsolete tutte le discussioni da ora in avanti.
Nota bene
><)))°>
L’ora delle risposte
Mar 18
Per prima cosa voglio ringraziarvi tutti, voi che leggete più o meno assiduamente quello che scrivo. Poi voglio rassicurarvi sul fatto che non ho alcuna intenzione di chiudere o di smettere di scrivere. Non mi passa neanche per l’anticamera del cervello.
Quello che invece farò è di scrivere perché ne ho voglia, e non perché devo scrivere senno’ va giù nella classifica il blog. Mai più.
Quindi, state tranquilli, sono e sarò qui. E’ che ogni tanto ho bisogno di una pausa di riflessione, anche per correggere il tiro.
Passo ora a rispondere a qualche commento. In particolare Nanni lamenta un problema con Internet Explorer ed i commenti. Premesso che sarebbe stupido da parte mia precludere l’accesso al 60% degli utenti di Internet (ed al 39% di quelli che visitano il sito, che secondo Google usano IE), ho esaminato meglio il template e mi sono accorto di un errore piuttosto stupido da me commesso: un commento HTML annidato. Mentre Firefox lo gestisce diciamo correttamente, IE riapre al primo tag di fine commento e interpreta codice che non doveva. Per questo i commenti andavano fuori pagina. Ora sono a posto. Ci sono altri problemini, come ad esempio quelli con i titoli nella sidebar, che appaiono differenti fra Firefox e IE, ma è un problema minore, e non blocca la funzionalità del sito, quindi non ci perdo tempo. E con questo rispondo anche a Serendippo. Se trovate altri problemi, segnalatemelo pure, e cercherò di rimediare.
Per il futuro, si vedrà. Per intanto domani esce un articolo su come configurare una VPN fra Linux e le appliance SonicWall, frutto di una battaglia durata un paio di pomeriggi (più un altro per scrivere l’articolo…). Poi riprenderò la pubblicazione della serie sulle interfacce grafiche negli script shell. Non è detto che non mi venga anche qualche idea per qualche sfida di forensics.
A presto. E grazie.
Cari lettori
Mar 11
Come avrete notato, mi sono preso una pausa. Il motivo scatenante è apparentemente fuori proporzione con quanto accaduto, ma il fatto è che avevo bisogno di un momento di stop.
Scrivere articoli validi ed interessanti porta via tempo e fatica, e non sempre si hanno idee o materiale per cui vale la pena scrivere. Ecco che a volte capita di scrivere cose meno impegnative, o magari di interesse molto settoriale, che ai più neanche interessa.
Lo sforzo è sempre quello di presentare materiale di qualità, interessante e soprattutto utile. Il motivo per cui ho scelto di usare una piattaforma di blogging è semplicemente per l’immediatezza e la facilità con cui riesco ad adattarla a quello che mi serve. Ma, come avrete capito da tempo, questo non è un blog vero e proprio. Un blog è aggiornato spesso, non sempre con materiale originale o utile, molto più spesso con considerazioni personali o racconti di vita vissuta.
E’ ovvio, tenendo un sito web si ha il desiderio che sia conosciuto e visitato il più possibile e da tante persone ogni giorno. Leggendo in rete si trovano guide, consigli e suggerimenti per rendere il proprio sito visibile e noto. Ebbene, quasi tutti parlano di Pagerank, di indicizzazioni, di link in entrata ed in uscita, di metodi per fidelizzare i lettori ed incuriosirli.
Per un po’ ci sono caduto e mi stavo facendo un sacco di problemi perché il sito non riceveva molte visite ed ancor meno commenti. Per non parlare della posizione in alcune classifiche di blog, miseramente bassa.
Quanto accaduto alla fine di febbraio è in realtà l’effetto finale di un processo autodegenerativo che forse era in atto da tempo, in cui pensavo più alle visite che alla effettiva utilità di quello che scrivevo nel sito. Un semplice commento denigratorio di qualcuno, che probabilmente non ha neanche capito lo spirito dell’articolo, è bastato per provocare una tempesta. Ci sono anche altre ragioni, ma sarebbe lungo da spiegare. Una è che mi trovo spesso a contatto con persone che lavorano nel mio stesso campo e che mostrano una incompetenza ed un pressappochismo abissali, e sto iniziando ad averne le tasche piene. Ma, ripeto, questa è un’altra storia.
Torniamo a noi. Scriverò meno articoli, e scriverò quando ne avrò voglia. Niente più pubblicazioni “per forza”, niente più articoli riempitivi. Non me ne vogliate, ma la ragione per cui tengo il sito è anche per mio divertimento personale. Non voglio che diventi un lavoro. Un altro.
Quindi, al diavolo classifiche e pagerank. Non posso dire quando potrete leggere qualcosa di nuovo, ma posso assicurarvi che sarà scritta perché ho voglia di scrivere qualcosa, e non per mantenere un posto in classifica. In ogni caso il feed RSS è attivo e valido quindi, anche senza passare di qua, potete essere avvisati quando pubblicherò qualcosa di nuovo.
A presto. E grazie a chi mi legge: il sito è dedicato a voi tutti.
Caro Mario
Feb 29
Ci ho rimuginato sopra un bel po’ prima di decidere cosa fare. Ma il fatto stesso di averci rimuginato mi suggerisce che la cosa ha assunto un valore non trascurabile, per me. Non riesco ad ignorarti, come avevo deciso in principio. Caro Mario, so che questo molto probabilmente non è il tuo vero nome, ma lo userò lo stesso per rivolgermi a te, visto che hai scelto il mio stesso nome per identificarti.
Mi dispiace deluderti, ma so perfettamente chi sei. E’ evidente. Ogni giorno, nel mio lavoro, ne incontro a frotte di Mario. Le motivazioni sono le più varie, ma la risultante è sempre la stessa. Eviti il confronto diretto, pur essendo abbastanza sicuro di te da sparare ad alzo zero su chi ha commesso l’errore di fare qualcosa che manent. Essì, ti scagli, anonimamente certo, vuoi rimanere al sicuro nelle tue convinzioni assolutamente inattaccabili, contro qualcosa che ho scritto, o fatto, o creato e che non posso negare di fronte al mondo.
Io faccio le cose, e facendo capita di sbagliare o, molto più spesso, capita che le faccia in modo diverso da come tu pensi. Perché tu sai a priori come deve essere fatta una cosa. Qualunque cosa io faccia sarà sbagliata perché non è fatta come pensi tu.
E’ strano però, c’è qualcosa che non capisco, Mario. Vorrei che tu me la spiegassi, ma non mi hai lasciato la possibilità di farti domande, hai a cuore il tuo anonimato. Mario, spiegami, se passi di qui e leggi queste parole, ti prego. Sei così sicuro delle tue conoscenze e delle tue competenze, da demolire con frasi grondanti sarcasmo e disprezzo quello che uno scrive o realizza, ma non completi il lavoro. Spiegami perché non argomenti mai. Non spieghi il perché del tuo disprezzo, delle tue stroncature. Ho sbagliato e basta. Chi mi legge, ed anche io, certo, potremmo uscire realmente arricchiti da una argomentazione che ci spieghi dove e perché, secondo il tuo illuminato parere, saremmo nella tenebra dell’ignoranza più profonda. Anche solo un link a qualche pagina web che ci mostri l’enormità del nostro errore. Però tu scegli di lasciarci nell’ignoranza. E col dubbio.
Il dubbio: dove ho sbagliato? Ho espresso male le mie idee? Sto parlando di cose che non capisco? Ho fatto errori di grammatica o di stile? Oppure è qualcosa di più profondo, come l’aver scelto il mestiere sbagliato?
Caro Mario, come vedi tengo in massima considerazione quello che dici, ma il problema è che hai deciso di tenere per te quella saggezza che ti fa scegliere di demolire con una frase pregna di disprezzo quello che ho impiegato tempo a scrivere. Se tu accettassi di partecipare e di condividere con noi la tua competenza ne potremmo beneficiare tutti.
Non voglio lamentarmi, per carità. Né è mia intenzione farti notare che lo spirito collaborativo del Web 2.0 si basa sul confronto, sulla discussione e sulla condivisione della conoscenza. No, no. Sarei troppo presuntuoso a ricordarti questo. Tu che sai perfettamente come proteggere il tuo anonimato sai già tutte queste cose.
Non ho nulla da offrirti in cambio, nel caso tu decidessi di correre il rischio di essere identificato per toglierci dalla tenebra dell’ignoranza. La curiosità brucia, per il fatto di rimanere con un punto interrogativo irrisolto ed il non poter rimediare in qualche modo all’errore commesso.
No Mario, tranquillo, i tuoi commenti rimarranno dove sono. Ovviamente non sei tipo da scendere nel volgare, perché mi daresti la scusa di censurarti per via delle parole inappropriate.
Lo so, non te ne importa, e comunque non hai tempo da perdere con noi, ma sappi che per quanto mi riguarda mi hai dato motivo per riflettere, e penso che da oggi mi concederò una pausa di riflessione.
E’ da un po’ che mi chiedo il motivo reale per cui spendo parte del mio tempo libero per tenere aggiornato questo sito, per scrivere articoli su cui alla fine non ho un reale riscontro per come vengano percepiti là fuori. Certo, conosco Analytics di Google e lo uso, ma non mi fornisce le risposte di cui ho bisogno. Non so se puoi capire. Non so se tieni un tuo sito web, quindi sono riluttante a lasciarmi andare a considerazioni come il feedback di chi legge, la partecipazione con commenti e consigli, se quello che scrivo viene utile o meno. E sempre più spesso mi chiedo il perché di questa perseveranza nel tenere il sito attivo, nell’impegno per dare qualcosa a chi passa di qui e legge.
Vedi Mario, alla fine mi trovo a ringraziarti. Mi hai fornito quel battito d’ali di farfalla che provoca la tempesta. Non so come andrà a finire, ma sappi che sto pensando seriamente a tutto questo.
Grazie, Mario.

