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Come si fanno le leggi: un esempio.


NB: questo articolo contiene delle fesserie, di cui mi assumo la responsabilità per la incauta pubblicazione. Una spiegazione (non una giustificazione) è qui.

NB2: nel testo approvato dal senato e ora in attesa dell’approvazione definitiva alla camera, l’intero articolo è tornato nella forma originale, vedi: OpenParlamento e Senato. Ora lo sforzo comune deve essere quello di riconoscere che l’intero disegno di legge è non solo di dubbia efficacia, ma rappresenta una fortissima limitazione alla possibilità di trovare e punire i criminali. Un esame completo fatto da un giurista si trova qui: DDL “intercettazioni” spiegato e commentato da Guido Scorza. Detto questo, i commenti vengono chiusi.

Non sono certo un legale, né uno “del campo”, ma qualche volta occorre saper leggere le leggi, per capire chi ha ragione.

Prendo spunto dall’allarme per il cosiddetto “emendamento 1707″ al Disegno di legge sulle intercettazioni, il numero 1611, il cui testo potete trovare su OpenPolis.

Il testo dell’emendamento è il seguente (fonte, il sito del Senato, o OpenPolis, se quello del Senato viene tolto):

Al comma 22, dopo le parole: «dall’articolo 609-quater» inserire le seguenti: «, escluso il caso previsto dal quarto comma».

Criptico è dir poco. Per prima cosa prendiamo il comma 22 del disegno di legge. Attenzione che il testo a cui applicare l’emendamento non è quello originale, ma quello presentato in Senato dopo il passaggio in Commissione Giustizia, che recita:

22.All’ articolo 380, comma 2, del codice di procedura penale , la lettera d-bis) è sostituita dalla seguente: « d-bis) delitto di violenza sessuale previsto dall’articolo 609- bis , escluso il caso previsto dal terzo comma, delitto di atti sessuali con minorenne previsto dall’articolo 609- quater e delitto di violenza sessuale di gruppo previsto dall’ articolo 609- octies del codice penale ».

Quindi l’emendamento modifica questo comma. Vediamo di fare il collage. L’articolo 380 del Codice di Procedura Penale tratta di Arresto obbligatorio in flagranza, ossia i casi in cui l’arresto di chi sta commettendo un reato in quel momento è obbligatorio e immediato, senza se e senza ma. Il comma 2 lettera d-bis) originale (fonte: Ispolitel) recita:

d-bis) delitto di violenza sessuale previsto dall’articolo 609-bis, escluso il caso previsto dal terzo comma, e delitto di violenza sessuale di gruppo previsto dall’articolo 609-octies del codice penale.

e viene cambiato in:

d-bis) delitto di violenza sessuale previsto dall’articolo 609- bis , escluso il caso previsto dal terzo comma, delitto di atti sessuali con minorenne previsto dall’articolo 609- quater e delitto di violenza sessuale di gruppo previsto dall’ articolo 609- octies del codice penale

dalla commissione Giustizia. Poi arriva l’emendamento 1.707, che lo trasforma in:

d-bis) delitto di violenza sessuale previsto dall’articolo 609- bis , escluso il caso previsto dal terzo comma, delitto di atti sessuali con minorenne previsto dall’articolo 609- quater, escluso il caso previsto dal quarto comma e delitto di violenza sessuale di gruppo previsto dall’ articolo 609- octies del codice penale

Qual è l’effetto finale? L’articolo 380 del codice di Procedura Penale stabilisce appunto in quali casi l’arresto deve essere fatto, ossia è obbligatorio. I casi elencati alla lettera d-bis) sono:

  • art.609 bis – Violenza sessuale compiuta con minaccia, violenza o abuso di autorità, tranne i casi di minore gravità
  • art.609 quater – Atti sessuali con minorenne. Punisce qualsiasi atto sessuale compiuto con un minorenne, indipendentemente dalla presenza di violenza o meno.
  • art.609 octies – Violenza sessuale di gruppo.

L’emendamento 1.707 introduce l’esclusione per “i casi di minore gravità” anche per gli atti sessuali compiuti sui minorenni.
In pratica, prima in Commissione Giustizia introducono (giustamente, lo aggiungo io) l’arresto in flagranza per i pedofili, senza eccezioni e senza alternative, poi l’emendamento 1.707 equipara un atto sessuale “di minore gravità” su un minore alla situazione di una violenza sessuale “di minore gravità” su un adulto.

Ecco. Prima ci dovrebbero spiegare che c’entra questa modifica in un disegno di legge sulle intercettazioni, poi dovrebbero spiegare agli agenti che trovano un adulto che compie atti sessuali su un minorenne in quali casi possano arrestarlo.

Quello che non tutti sanno, e che molti tacciono, è che la decisione sulla gravità non è né dell’agente, né del magistrato a cui viene assegnato il caso. Occorre che prima succedano i fatti, ossia qualcuno sia (o non sia) arrestato in un frangente di questo tipo, poi la Corte di Cassazione, su apposito ricorso, stilerà una “classifica” delle gravità, lavorando alla valutazione caso per caso.

Traete da soli le conclusioni.

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Nota bene – Please note

Come cittadino italiano non mi ritengo in alcun modo rappresentato da nessun personaggio del mondo politico e culturale italiano. Da questo momento nessun individuo, organizzazione o ente ha il diritto di rappresentarmi, in alcun modo ed in nessun contesto.

As italian citizen, I do not consider myself in any way represented by any member of the Italian political and cultural world.
From this point no individual, organization or institution has the right to represent me in any way and in any context.

Di catene, appelli e ipocrisia

Urge sangue per…
Serve un donatore di midollo osseo per…
Mio figlio ha un raro tumore, forse tu conosci qualcuno per…

Quanti ne riceviamo ogni settimana? E quante volte ci colpiscono in profondità, questi appelli?
Quasi sempre si tratta di bambini, piccoli di età, vittime di gravi malattie.
E quasi sempre si tratta di appelli inconsistenti, fasulli o, peggio, scaduti, perché il caso descritto nell’appello si è risolto, inutile dirlo, tragicamente. Ma l’appello continua a circolare, con l’unica funzione di mantenere vivo un dolore impossibile da placare per i protagonisti, che, disperatamente, avevano affidato alla Rete l’ultimo briciolo di speranza.

Gli “esperti” qui parlerebbero di cose astratte come I Meccanismi della Rete, I Social Network, Il Diritto All’Oblio, cose così.
Comodo. Indolore. Innocuo.

La Rete siamo noi, quelli dietro schermi e tastiere, che alla ricezione di un messaggio di appello, dopo averlo letto, ci diciamo “devo fare qualcosa”, e pensiamo a chi fra i nostri amici è donatore di sangue. O che non conosciamo donatori di midollo osseo. Ma fra tutti i nostri contatti di posta elettronica vuoi che non ce ne sia uno? O magari fra i contatti dei nostri contatti? E allora, via, seleziona tutti, incolla, SEND.

Una benefica sensazione di aver fatto qualcosa di buono, di aver contribuito ad alleviare un dolore. Qualcosa per il nostro ego, per alleviare il senso di colpa che ci infastidirebbe se non facessimo nulla. L’immagine che abbiamo di noi stessi ne guadagna: siamo buoni e generosi.

Mai nessuno che schiodi dalla sedia e vada a donare il fottuto sangue, perché, indipendentemente dagli appelli, di sangue ce n’è sempre bisogno, sempre. O che semplicemente controlli prima se l’appello è ancora valido. No, perché richiederebbe un impegno diretto e personale.

Vogliamo fare veramente qualcosa di buono? Allora basta con la beneficenza a costo zero: inviare una mail a mille persone è solo spam, non beneficenza. E non sposta di un millimetro il problema, vero o presunto, di chi manda un appello del genere.
Ogni giorno, ogni momento, c’è qualcuno che ha bisogno di aiuto, in mille modi differenti. Di aiuto concreto, non di “copia tutti, SEND”.

Come trovarli? Dove? Google: come siamo capaci di cercare “modella nuda foto”, probabilmente siamo capaci di inserire le paroline magiche: “onlus donazioni volontariato”.
No, non faccio volontariato, sono un pigro e mi piace stare comodo. E non mi importa nulla se qualcuno lo vuol fare, ma sono grato a chi lo fa. E mi tengo i miei sensi di colpa.
Ma quando un ragazzo che vende calzini (inutili, scadenti e con colori improbabili) mi ferma e mi chiede soldi, gli offro la colazione: un panino e un cappuccino. Non mi limito ad allungargli un euro, e pace: sarebbe un bavaglio per la coscienza, come lo è il panino. Ma devo guardare in faccia il ragazzo per offrirgli un panino. Ed accorgermi che ha l’età di mio nipote, non più di venti anni, o la mia, oltre i 40, e, indipendentemente dall’età, lo sguardo disperato e sofferente. E devo forzarmi a non chiedere niente, perché so che passerei una giornata di merda, mettendomi nei suoi panni. Mi limito a tenermi il bruciore alla coscienza, a perdere quei cinque minuti che servono a fare la fila alla cassa del bar per pagare panino e cappuccino.
Ma anche senza andare lontano, nella mia città, nel mio quartiere, nel mio palazzo, ci sono persone che hanno sicuramente bisogno di aiuto,
solo che più è vicino il problema è più forti diventano le resistenze a considerarlo “bambino da curare”.

La prossima volta che ci arriva una mail di questo genere, invece di inviarla a tutti i nostri contatti, facciamo un giro sul sito di Medici Senza Frontiere, o di Parentproject.org. Vedrete quanto ce n’è bisogno, di aiuto concreto, altro che email spazzatura.

Riferimenti

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Forensics for Spammer (o era Spammer for Forensics?)

Appena ricevuta e finita (ovviamente) nello spam.

Ti senti un Gil Grissom, nel profondo? Che aspetti? Comprati una certificazione!

Ti senti un Gil Grissom, nel profondo? Che aspetti? Comprati una certificazione!

Da questo momento le battute su come sei diventato CTU si sprecheranno.

Non è che ci trovi molto da ridere. Ma anche questo è prevedibile, non sono mai stato un tipo originale.

Per chi non sapesse chi è Gil Grissom. E qui per chi non sapesse cosa sia la Forensics. Magari vale la pena di leggere qualcosa sull’effetto CSI (anche in inglese: CSI effect). Posso testimoniare che, almeno nel mio campo di competenza, l’effetto CSI ha conseguenze devastanti.

Nota personale: nell’articolo in inglese sulle scienze forensi, la Computer Forensics, insieme alla Information Forensics, occupano un posticino molto piccolo. Ma proprio piccolo. Ecco.

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Ogni tanto una pausa ci vuole

Non si può sempre pensare al mentecatto!

Ecco, nei miei purtroppo rarissimi momenti di relax, mi dedico alla mia vecchia passione: la LEGO. Per essere prossimo ai 45 anni, beh… Oh, insomma, io mi ci diverto ancora.

Un mezzo per l'esplorazione di ambienti ostili

Un mezzo per l'esplorazione di ambienti ostili

Questa qui sopra è una delle mie “pause”. Non ho idea di cosa esattamente sia, diciamo che è un mezzo per l’esplorazione di ambienti ostili.

Da bambino (ma anche ben oltre i 18 anni) mi dedicavo per ore a creare soprattutto mezzi avveniristici, prendendo spunto dall’altra mia passione, la fantascienza. Strani veicoli, astronavi, caccia dalle forme slanciate e aggressive. La LEGO di oggi ha una varietà di elementi base ed una complessità che è di almeno di un ordine di grandezza maggiore di quando ero bambino. Per capirci, la serie Technic non esisteva, e credo di aver acquistato una delle prime confezioni della serie, con ingranaggi, pulegge, assi, copiglie.

Oggi le mie finanze sono leggermente più abbondanti di allora, e posso permettermi di acquistare anche scatole di prezzo medio, ma quello che mi manca è il tempo, maledizione. Solo un altro appassionato di LEGO mi può capire.

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Dispositivo di occultamento: attivato

Sono decisamente sotto carico, spero più avanti di avere un po’ di tempo per pubblicare alcune delle cose a cui sto lavorando. Nel frattempo, faccio seguito a quanto anticipato qui e qui: ho attivato una piccola modifica che mi ha “nascosto” agli occhi di una certa classifica, infatti il mio sito su quella classifica risulta non aggiornato da un mese, mentre di aggiornamenti ve ne sono stati, dalla fine di agosto ad oggi.

Rimango ancora in classifica, ma i miei aggiornamenti non vi compaiono più, ed i miei link in uscita non vengono più rilevati.

Tenetelo bene a mente: i miei link non valgono più nulla per quella classifica. Continuano a valere per tutti i motori di ricerca, e per altre classifiche, fino a quando non mi stancherò anche di loro.

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Ridere fino alle lacrime, ed oltre

Per questo.

Ovviamente il tipo finisce sia nel mio lettore di feed che nel blogroll, dritto dritto e senza passare dal via.

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Ne vale la pena. Eccome!

Qualche giorno fa mi sono lasciato andare ad uno dei miei momenti di sconforto (il termine appropriato sarebbe un altro, ma lasciatemelo passare così…), lamentandomi in sostanza che il mondo è brutto, sporco e cattivo.

Mi stavo chiedendo da un po’ se valesse tutto il tempo perso e lo sbattimento per avvertire gente del fatto di avere il sito bucato e schiavizzato da gente priva di scrupoli. In effetti i risultati ottenuti erano piuttosto scarsi, e tutto sommato molto frustranti. Insomma, ero convinto di fare qualcosa di meritevole. Ma le reazioni erano spesso sconcertanti, per non parlare delle poche risposte ottenute.

Ma in questi giorni qualcosa è cambiato, nel senso che sono successe un po’ di cose che in effetti non mi aspettavo, e che mi hanno dato una vigorosa spinta per continuare il lavoro fatto fino ad ora.

A volte ne vale la pena. Molto.

Grazie di cuore a Sauro, Suzukimaruti, Andrea ed altri che non posso citare per riservatezza.

Déjà vu a rovescio

Era il 23° secolo, l’ora più buia del genere umano.

La guerra infuriava da quasi cento anni. Si combatteva da così tanto tempo che nessuno ricordava più il motivo per cui tutto era iniziato. Sappiamo solo che c’erano due fazioni: la Coalizione e l’Alleanza.

Per decenni, a milioni morirono per lo stesso pezzo di roccia, e ancora, e ancora.

(dal filmato introduttivo del videogame Freelancer)

Provare a sostituire il secolo con quello appena iniziato, e i nomi dei contendenti con i primi due che vengono in mente.

Inquietante. Sarà che oggi sono successe un po’ di cose inconsuete. Speriamo sia soltanto un effetto collaterale del compleanno.

Sì, sì, eccomi.

Non sono sparito. Sono solo pieno di lavoro fino ed oltre i capelli, e comincio a perdere colpi. Anche l’età non aiuta.

Al momento ho parecchia carne al fuoco, purtroppo poca per il blog.

La seconda settimana di maggio faremo il passaggio dal vecchio sistema di archivio digitale radiofonico al nuovo, punto focale di tre anni di lavoro. Abbandoniamo una tape library da 10500 nastri DLT7000 in favore di una con 1000 nastri LTO/Ultrium.

A metà maggio si avvia un altro progetto di archivio storico multimediale, di dimensioni più contenute, ma certo non meno importante.

Sto lavorando su tre differenti installazioni di OpenNMS.

Ho per le mani un Lacie Ethernet Disk Mini con disco guasto con cui replicare la prodezza del MyBook.

Sto scrivendo, a tempo perso, una web application in PHP/AJAX per snellire il lavoro del reparto doppiaggio.

Sto indagando su un problema di sicurezza in una nota applicazione (per ora non posso dirvi di più).

Insomma, sono costantemente col processore al 100%, con la coda di processi in attesa di servizio che si allunga di giorno in giorno. Spero di sopravvivere fino alle ferie.

In attesa di regalarvi qualcosa da leggere, vi invito a risolvere il gioco di computer forensic proposto da Denis Frati.

A presto.