Archivio per la categoria Fuori tema

Di catene, appelli e ipocrisia

Urge sangue per…
Serve un donatore di midollo osseo per…
Mio figlio ha un raro tumore, forse tu conosci qualcuno per…

Quanti ne riceviamo ogni settimana? E quante volte ci colpiscono in profondità, questi appelli?
Quasi sempre si tratta di bambini, piccoli di età, vittime di gravi malattie.
E quasi sempre si tratta di appelli inconsistenti, fasulli o, peggio, scaduti, perché il caso descritto nell’appello si è risolto, inutile dirlo, tragicamente. Ma l’appello continua a circolare, con l’unica funzione di mantenere vivo un dolore impossibile da placare per i protagonisti, che, disperatamente, avevano affidato alla Rete l’ultimo briciolo di speranza.

Gli “esperti” qui parlerebbero di cose astratte come I Meccanismi della Rete, I Social Network, Il Diritto All’Oblio, cose così.
Comodo. Indolore. Innocuo.

La Rete siamo noi, quelli dietro schermi e tastiere, che alla ricezione di un messaggio di appello, dopo averlo letto, ci diciamo “devo fare qualcosa”, e pensiamo a chi fra i nostri amici è donatore di sangue. O che non conosciamo donatori di midollo osseo. Ma fra tutti i nostri contatti di posta elettronica vuoi che non ce ne sia uno? O magari fra i contatti dei nostri contatti? E allora, via, seleziona tutti, incolla, SEND.

Una benefica sensazione di aver fatto qualcosa di buono, di aver contribuito ad alleviare un dolore. Qualcosa per il nostro ego, per alleviare il senso di colpa che ci infastidirebbe se non facessimo nulla. L’immagine che abbiamo di noi stessi ne guadagna: siamo buoni e generosi.

Mai nessuno che schiodi dalla sedia e vada a donare il fottuto sangue, perché, indipendentemente dagli appelli, di sangue ce n’è sempre bisogno, sempre. O che semplicemente controlli prima se l’appello è ancora valido. No, perché richiederebbe un impegno diretto e personale.

Vogliamo fare veramente qualcosa di buono? Allora basta con la beneficenza a costo zero: inviare una mail a mille persone è solo spam, non beneficenza. E non sposta di un millimetro il problema, vero o presunto, di chi manda un appello del genere.
Ogni giorno, ogni momento, c’è qualcuno che ha bisogno di aiuto, in mille modi differenti. Di aiuto concreto, non di “copia tutti, SEND”.

Come trovarli? Dove? Google: come siamo capaci di cercare “modella nuda foto”, probabilmente siamo capaci di inserire le paroline magiche: “onlus donazioni volontariato”.
No, non faccio volontariato, sono un pigro e mi piace stare comodo. E non mi importa nulla se qualcuno lo vuol fare, ma sono grato a chi lo fa. E mi tengo i miei sensi di colpa.
Ma quando un ragazzo che vende calzini (inutili, scadenti e con colori improbabili) mi ferma e mi chiede soldi, gli offro la colazione: un panino e un cappuccino. Non mi limito ad allungargli un euro, e pace: sarebbe un bavaglio per la coscienza, come lo è il panino. Ma devo guardare in faccia il ragazzo per offrirgli un panino. Ed accorgermi che ha l’età di mio nipote, non più di venti anni, o la mia, oltre i 40, e, indipendentemente dall’età, lo sguardo disperato e sofferente. E devo forzarmi a non chiedere niente, perché so che passerei una giornata di merda, mettendomi nei suoi panni. Mi limito a tenermi il bruciore alla coscienza, a perdere quei cinque minuti che servono a fare la fila alla cassa del bar per pagare panino e cappuccino.
Ma anche senza andare lontano, nella mia città, nel mio quartiere, nel mio palazzo, ci sono persone che hanno sicuramente bisogno di aiuto,
solo che più è vicino il problema è più forti diventano le resistenze a considerarlo “bambino da curare”.

La prossima volta che ci arriva una mail di questo genere, invece di inviarla a tutti i nostri contatti, facciamo un giro sul sito di Medici Senza Frontiere, o di Parentproject.org. Vedrete quanto ce n’è bisogno, di aiuto concreto, altro che email spazzatura.

Riferimenti

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Forensics for Spammer (o era Spammer for Forensics?)

Appena ricevuta e finita (ovviamente) nello spam.

Ti senti un Gil Grissom, nel profondo? Che aspetti? Comprati una certificazione!

Ti senti un Gil Grissom, nel profondo? Che aspetti? Comprati una certificazione!

Da questo momento le battute su come sei diventato CTU si sprecheranno.

Non è che ci trovi molto da ridere. Ma anche questo è prevedibile, non sono mai stato un tipo originale.

Per chi non sapesse chi è Gil Grissom. E qui per chi non sapesse cosa sia la Forensics. Magari vale la pena di leggere qualcosa sull’effetto CSI (anche in inglese: CSI effect). Posso testimoniare che, almeno nel mio campo di competenza, l’effetto CSI ha conseguenze devastanti.

Nota personale: nell’articolo in inglese sulle scienze forensi, la Computer Forensics, insieme alla Information Forensics, occupano un posticino molto piccolo. Ma proprio piccolo. Ecco.

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Ogni tanto una pausa ci vuole

Non si può sempre pensare al mentecatto!

Ecco, nei miei purtroppo rarissimi momenti di relax, mi dedico alla mia vecchia passione: la LEGO. Per essere prossimo ai 45 anni, beh… Oh, insomma, io mi ci diverto ancora.

Un mezzo per l'esplorazione di ambienti ostili

Un mezzo per l'esplorazione di ambienti ostili

Questa qui sopra è una delle mie “pause”. Non ho idea di cosa esattamente sia, diciamo che è un mezzo per l’esplorazione di ambienti ostili.

Da bambino (ma anche ben oltre i 18 anni) mi dedicavo per ore a creare soprattutto mezzi avveniristici, prendendo spunto dall’altra mia passione, la fantascienza. Strani veicoli, astronavi, caccia dalle forme slanciate e aggressive. La LEGO di oggi ha una varietà di elementi base ed una complessità che è di almeno di un ordine di grandezza maggiore di quando ero bambino. Per capirci, la serie Technic non esisteva, e credo di aver acquistato una delle prime confezioni della serie, con ingranaggi, pulegge, assi, copiglie.

Oggi le mie finanze sono leggermente più abbondanti di allora, e posso permettermi di acquistare anche scatole di prezzo medio, ma quello che mi manca è il tempo, maledizione. Solo un altro appassionato di LEGO mi può capire.

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Dispositivo di occultamento: attivato

Sono decisamente sotto carico, spero più avanti di avere un po’ di tempo per pubblicare alcune delle cose a cui sto lavorando. Nel frattempo, faccio seguito a quanto anticipato qui e qui: ho attivato una piccola modifica che mi ha “nascosto” agli occhi di una certa classifica, infatti il mio sito su quella classifica risulta non aggiornato da un mese, mentre di aggiornamenti ve ne sono stati, dalla fine di agosto ad oggi.

Rimango ancora in classifica, ma i miei aggiornamenti non vi compaiono più, ed i miei link in uscita non vengono più rilevati.

Tenetelo bene a mente: i miei link non valgono più nulla per quella classifica. Continuano a valere per tutti i motori di ricerca, e per altre classifiche, fino a quando non mi stancherò anche di loro.

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Ridere fino alle lacrime, ed oltre

Per questo.

Ovviamente il tipo finisce sia nel mio lettore di feed che nel blogroll, dritto dritto e senza passare dal via.

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Ne vale la pena. Eccome!

Qualche giorno fa mi sono lasciato andare ad uno dei miei momenti di sconforto (il termine appropriato sarebbe un altro, ma lasciatemelo passare così…), lamentandomi in sostanza che il mondo è brutto, sporco e cattivo.

Mi stavo chiedendo da un po’ se valesse tutto il tempo perso e lo sbattimento per avvertire gente del fatto di avere il sito bucato e schiavizzato da gente priva di scrupoli. In effetti i risultati ottenuti erano piuttosto scarsi, e tutto sommato molto frustranti. Insomma, ero convinto di fare qualcosa di meritevole. Ma le reazioni erano spesso sconcertanti, per non parlare delle poche risposte ottenute.

Ma in questi giorni qualcosa è cambiato, nel senso che sono successe un po’ di cose che in effetti non mi aspettavo, e che mi hanno dato una vigorosa spinta per continuare il lavoro fatto fino ad ora.

A volte ne vale la pena. Molto.

Grazie di cuore a Sauro, Suzukimaruti, Andrea ed altri che non posso citare per riservatezza.

Déjà vu a rovescio

Era il 23° secolo, l’ora più buia del genere umano.

La guerra infuriava da quasi cento anni. Si combatteva da così tanto tempo che nessuno ricordava più il motivo per cui tutto era iniziato. Sappiamo solo che c’erano due fazioni: la Coalizione e l’Alleanza.

Per decenni, a milioni morirono per lo stesso pezzo di roccia, e ancora, e ancora.

(dal filmato introduttivo del videogame Freelancer)

Provare a sostituire il secolo con quello appena iniziato, e i nomi dei contendenti con i primi due che vengono in mente.

Inquietante. Sarà che oggi sono successe un po’ di cose inconsuete. Speriamo sia soltanto un effetto collaterale del compleanno.

Sì, sì, eccomi.

Non sono sparito. Sono solo pieno di lavoro fino ed oltre i capelli, e comincio a perdere colpi. Anche l’età non aiuta.

Al momento ho parecchia carne al fuoco, purtroppo poca per il blog.

La seconda settimana di maggio faremo il passaggio dal vecchio sistema di archivio digitale radiofonico al nuovo, punto focale di tre anni di lavoro. Abbandoniamo una tape library da 10500 nastri DLT7000 in favore di una con 1000 nastri LTO/Ultrium.

A metà maggio si avvia un altro progetto di archivio storico multimediale, di dimensioni più contenute, ma certo non meno importante.

Sto lavorando su tre differenti installazioni di OpenNMS.

Ho per le mani un Lacie Ethernet Disk Mini con disco guasto con cui replicare la prodezza del MyBook.

Sto scrivendo, a tempo perso, una web application in PHP/AJAX per snellire il lavoro del reparto doppiaggio.

Sto indagando su un problema di sicurezza in una nota applicazione (per ora non posso dirvi di più).

Insomma, sono costantemente col processore al 100%, con la coda di processi in attesa di servizio che si allunga di giorno in giorno. Spero di sopravvivere fino alle ferie.

In attesa di regalarvi qualcosa da leggere, vi invito a risolvere il gioco di computer forensic proposto da Denis Frati.

A presto.

Un voto per le libertà digitali

Se mi leggete, sapete che non è mia abitudine discutere con sconosciuti di questioni così importanti. Da tempo ho rinunciato a discutere di politica e di idee con persone che non mi conoscono, per il semplice fatto che il rispetto delle idee altrui è una pratica ormai sconosciuta. Basta esprimere una idea differente dall’interlocutore per essere immediatamente bollati come perdenti, strategia tipica degli insicuri, che salvano se stessi e le proprie idee da qualsiasi pericolo di evoluzione svalutando a priori le opinioni altrui: sei un perdente, quindi questo mi esonera dal confrontarmi con te.

A questo ci sta portando tanta televisione spazzatura, tanta politica becera e spaventosamente vuota di contenuti e soprattutto senza idee.

Il danno peggiore è che non ci si rende conto che si viene distratti dai problemi reali, quelli che contano, e c’è sempre chi è pronto a trasformare questa “distrazione” a suo vantaggio. Guardi il cane che abbaia, ed intanto ti sfilano i pantaloni. Di esempi ce ne sono a tonnellate.

Soprattutto nel campo dove lavoro, la situazione è che il politico “standard” ignora completamente l’intero settore per anni, poi improvvisamente, spesso a causa dell’ennesima puntata di “sbatti il mostro (sbagliato) in prima pagina”, interviene in modo assolutamente scollato dalla realtà. Risultato scontato, vista la generale incompetenza di chi scrive sull’argomento nei media a larga diffusione, e che dovrebbe fare informazione, e non opinione.

Se poi vogliamo andare a pensar male, si scopre che il risultato finale dell’intervento è che non vengono difesi i diritti degli elettori, no, vengono difesi i diritti dei più forti, pochi, a danno della massa. E la massa siamo noi.

Tutto questo pistolotto per dire che c’è una iniziativa della Associazione Software Libero che ha chiesto ai partiti ed ai candidati di pronunciarsi sull’argomento libertà digitali. Sul sito trovate l’elenco dei partiti che hanno aderito ed i nomi dei rappresentanti, divisi per regione. Sulla barra qui a destra trovate il logo, cliccabile, che vi porta al sito.

Votate come vi pare, sono affari vostri e non me ne frega niente delle vostre ragioni. Ma tenete presente il lavoro che fate, tenete presente che ogni DVD e CD che comprate, vergine o meno, è gravato da tasse sulla pirateria e da costi dovuti alla protezione dei diritti di altri. I costi di sviluppo delle protezioni da copia sono ribaltati sul prezzo d’acquisto.

Piratare per vendetta, o per protesta, è stupido. La mia posizione è molto più radicale: hai messo una protezione del contenuto? Non compro. Stai calpestando i miei diritti, già abbastanza sgualciti, e non solo non compro la cosa che vendi con la protezione (che mi fai anche pagare), ma ti escludo dai miei fornitori. Hai perso un cliente. E credimi, io le cose le compro originali.

Quindi, invece di scrivere scemenze in giro per la Rete, guardate nel vostro portafogli e prima di andare a votare pensate a chi realmente si interessa a voi. Da parte mia posso assicurare che pretenderò risultati da colui che avrà il mio voto. Il tempo delle chiacchiere è finito.

Nota Bene

L’articolo è rimasto oscurato da sabato sera a lunedì sera per rispettare il silenzio elettorale.

Da Linux a Vista™

Dopo oltre dieci anni di uso di Linux in varie versioni e distribuzioni, posso affermare di conoscerne pregi e difetti. Lo stesso posso dire dei sistemi operativi di casa MIcrosoft™. Fino a Windows XP le cose erano ancora in discussione, ma l’uscita di Vista ha finalmente dissipato gli ultimi dubbi, ed ha dimostrato chiaramente il livello di maturità dei sistemi operativi della software house di Redmond.

I sette anni di sviluppo richiesti per il rilascio di Vista si vedono, soprattutto per quelle nuove funzioni “sotto il cofano”, a prima vista poco evidenti: migliorata sicurezza, rinnovata attenzione ai problemi di protezione della proprietà intellettuale, interfaccia utente conforme agli standard riconosciuti.

Soprattutto dal lato sicurezza il lavoro è stato molto, e la nuova strategia implementata in Vista è certamente la soluzione di tutti i problemi finora lamentati da tutti gli utenti, dai più fastidiosi ai più pericolosi. La nuova politica di firma crittografica dei driver, che ora devono essere certificati da Microsoft prima dell’uso, ha eliminato alla radice i problemi di malware più aggressivi, tagliando le gambe ai “cattivi”. Il nuovo firewall, la protezione genitori, e soprattutto lo User Account Control, che chiude definitivamente ogni possibilità di eseguire programmi contro la volontà dell’utente legittimo.

In Linux queste feature non solo non sono presenti, ma difficilmente saranno implementate. La struttura stessa, se di struttura si può parlare, della tipica distribuzione Linux, ossia un kernel, una pletora di applicazioni ed una manciata di script in vari linguaggi (differenti da distribuzione a distribuzione) per tenere tutto insieme, difficilmente può essere organizzata per supportare la stessa architettura.

Il risultato è che gli utenti di Linux sono esclusi dalla gran parte dell’esperienza d’uso di un sistema operativo evoluto come l’ultimo nato di casa Microsoft: niente video HD, niente contenuti protetti, nessuna protezione dai moduli TPM, nessuna assistenza da parte di UAC.

Insomma, in breve, il grande salto in avanti, in effetti un vero e proprio leap of faith, dei sistemi operativi di Redmond rende obsolete tutte le discussioni da ora in avanti.

Nota bene

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