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IISFA Forum & CyberCop 2009: una esperienza da ripetere!

Anche quest’anno si è tenuto a Bologna, presso l’università, l’evento denominato IISFA Forum. Tre giorni intensi e frenetici, che hanno lasciato in me un segno indelebile. Posso dire senza timore di esagerare di star ancora elaborando ricordi, sensazioni e discorsi.

Il primo giorno è stato interamente dedicato alla presentazione di software ed hardware di supporto alla computer forensic, con particolare attenzione alla mobile forensic (quella dei cellulari, per capirci). Tutti molto disponibili i rappresentanti delle ditte intervenute. Nonostante qualche intoppo, dovuto soltanto alla densità elevatissima di cose interessanti, ho trovato estremamente utile la panoramica che ne ho ricavato, sia dal punto di vista di cosa offre il mercato, sia per quello che nelle brochures non c’è scritto.

Il giorno successivo è stato dedicato invece alla gara denominata “CyberCop”, in parallelo ai seminari, che purtroppo non ho potuto seguire, dato che ho partecipato con la mia squadra, composta quasi all’ultimo momento, e peraltro ci siamo conosciuti sul posto, visto che una metà non conosceva l’altra metà. Ma l’affiatamento è stato immediato, e ci siamo battuti con tenacia fino alla fine, anche se ha vinto la squadra con più esperienza, come era anche atteso che fosse.
L’intreccio informatico-giuridico era degno dei più intricati casi mai scritti dai migliori giallisti, con un criminale virtuale che dimostrava una grande competenza sia in campo informatico che nelle tecniche e metodi di indagine delle Forze dell’Ordine.
Alla fine siamo riusciti a mettergli le mani addosso, in senso virtuale, ma il tempo per risolvere l’enigma è scaduto senza che riuscissimo a dimostrare, con prove in grado di reggere un processo, che il criminale fosse proprio quello.

L’ultimo giorno si è svolta la simulazione del dibattimento in aula, con tanto di Pubblico Ministero, Difensore e Giudice, e non si sono fatti mancare nulla: prove non ammesse, eccezioni del difensore, imbarazzo del Pubblico Ministero e colpo di scena finale. Insomma, una sceneggiatura perfetta per una puntata di Law&Order.

Se da un lato mi viene da dire “Pazienza, andrà meglio la prossima volta”, dall’altra devo ammettere di aver “rosicato” un poco, lo confesso. Ero convinto di aver inquadrato perfettamente il modus operandi del criminale virtuale, ma i fatti mi hanno dato torto, e sulle prime ci sono rimasto parecchio male.
Poi, dopo qualche giorno, a mente fredda, mentre scrivevo un qualcosa legato alla sfida (e che per ora non posso dire), ho capito parecchie cose su come sono andati i fatti.

Riassumendo brevemente, a parte quello che mi ripeto spesso, ossia che c’è veramente tanto da imparare, forse troppo, il problema è stato proprio l’essere convinto di aver inquadrato la situazione. Due parole: presunzione e pregiudizio.

Il presumere di aver compreso tutto di una situazione, quando se ne ha un punto di vista ristretto e limitato, porta a sottovalutare la realtà e sopravvalutare l’immagine che ce ne siamo fatta. arrivando a scartare elementi che ad un osservatore esterno e non coinvolto appaiono palesi. Per fare un esempio: in una certa fase vi era un file ZIP protetto da password. Ero talmente convinto che il criminale virtuale fosse troppo furbo per usare una password debole, che non ci ho neanche provato a fare un attacco a dizionario. Invece la password era banale, di quattro lettere e senso compiuto, in un attacco a dizionario l’avrei trovata in pochi secondi.

Il pregiudizio di avere di fronte qualcuno “che ci capisce”, ma non così tanto, visto che usa software comuni e strategie note, mi ha fatto di nuovo sottovalutare la situazione. Ho subito associato al criminale virtuale la figura di quello che conosce tutti i programmini del mondo, ma in fondo non sa come funzionano e soprattutto perché. Un esempio: il criminale virtuale aveva un campionario estesissimo di software per crittografia e steganografia, e c’era una immagine che risultava differente da una copia presente in Rete. Le ho provate tutte: analisi del contrasto, mappatura, confronto per sottrazione, istogrammi RGB, ma ho mancato la prova più ovvia: l’immagine conteneva dati nascosti da steganografia, appunto.

Errori banali, dettati appunto da presunzione e pregiudizio. Le mie convinzioni personali mi hanno impedito di accettare ed accertare i fatti come erano. Era un gioco, ma se fosse stata una indagine reale il danno sarebbe stato tutt’altro che trascurabile.

Sul treno del ritorno, con il mio amico Lorenzo, stavamo ricapitolando gli errori e le sviste commesse, ripetendoci ad ogni passo: “Manco le basi!“.

Oltre questo, la lezione ha avuto per me un valore incalcolabile, a parte la constatazione di avere ancora molto da imparare: si può essere buoni tecnici, ma fare l’investigatore è tutto un altro paio di maniche.

Per il resto, ho ancora parecchio materiale da elaborare, contatti da perfezionare e qualche nuovo amico, che male non fa.

Conto di partecipare anche l’anno prossimo, ma così faranno le altre squadre, e la battaglia sarà dura. Ma il divertimento sarà maggiore, ne sono certo.

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27 marzo 2009: analisi di siti web compromessi presso IISFA a Roma

Il prossimo venerdì 27 marzo, dalle 14.30 alle 18.30, presso la Cassa Nazionale Forense a Roma terrò un seminario sull’analisi di siti web violati, riservato ai soli soci del capitolo italiano di IISFA (International Information Systems Forensics Association).

Ringrazio di nuovo l’Associazione e Gerardo Costabile per l’opportunità concessami.

Presenterò due casi reali, presi fra quelli su cui ho lavorato, con le tecniche e le considerazioni relative all’analisi per individuare punto d’ingresso, modalità e scopi dell’intrusione. Uno dei due casi riguarda un blog WordPress compromesso.

Sul sito IISFA tutti i dettagli del seminario, e le informazioni per raggiungere la località. Per chi fosse interessato all’argomento, è il caso di prendere in considerazione l’iscrizione all’associazione.

Per chi partecipa, ci vediamo là.

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Fedora 10 Release Party Roma: tutto bene

Ieri sera c’è stato il Release Party per l’arrivo della versione 10 di Fedora.

Il locale era carino e con una atmosfera famigliare, che ha facilitato la socializzazione. La mancanza del necessario per proiettare la presentazione delle novità di Fedora 10, invece di essere un problema, ha reso più informale l’evento, che tale voleva essere: un incontro fra persone che condividono un interesse genuino per il free software e la libera circolazione delle informazioni.

Marco Palazzotti ha fatto una breve presentazione, poi si è passato subito alla parte più interessante: creare le “chiavette” USB con la LIVE di Fedora 10, distribuire i DVD di installazione, mostrare Fedora 10 installata in funzione.

Molto interesse c’è stato sulla virtualizzazione, con domande sull’interfaccia di gestione Virt-Manager, sui due principali ambienti disponibili, QEMU e Xen, con dimostrazione in diretta dell’installazione di una Fedora 10 “virtuale” dentro una Fedora 10 “reale”.

Alle 23 ho dovuto abbandonare la scena per l’arrivo di un fastidioso ed indesiderato attacco di febbre, che mi sta devastando tuttora, ma molte persone erano ancora in piena attività e le discussioni fervevano.

Insomma, valeva la pena esserci.

Appena riemergo dal coma scarico le foto e le pubblico.

Alla prossima release di Fedora.

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Fedora 10 Release Party a Roma: vediamoci là!

La data scelta è il 9 dicembre, subito dopo cena, presso l’associazione La Civetta sul comò, che ringraziamo per l’ospitalità.

Cosa potremo fare:

  • Conoscere il progetto Fedora
  • Scoprire le novità in Fedora 10
  • Conoscere persone che usano Fedora per lavorare, giocare, progettare…
  • Portare il vostro computer ed installare Fedora 10
  • Risolvere (o almeno tentare di risolvere) i problemi di installazione/configurazione di Fedora sul vostro computer
  • Portare un pen drive (vuoto) ed avere in pochi secondi una Fedora Live pronta per l’uso
  • Fare due chiacchiere con i Fedora Ambassador (Marco, Gianluca ed Andrea).
  • Conoscere di persona gli amici “remoti”

Anche stavolta darò una mano ad organizzare la festa. Il posto è molto centrale, vicinissimo alle fermate San Giovanni e Re di Roma della metro A.

Tutti i dettagli sulla pagina del Fedora 10 Release Party Roma.

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14 novembre 2008: seminario su Data Hiding presso IISFA a Roma

Il prossimo venerdì 14 novembre, presso la Cassa Nazionale Forense a Roma terrò un seminario sulle tecniche di data hiding riservato ai soli soci del capitolo italiano di IISFA (International Information Systems Forensics Association).

La mia partecipazione è stata possibile grazie alla estrema gentilezza e disponibilità del presidente Gerardo Costabile, che ringrazio per l’opportunità concessami.

Presenterò alcuni esempi di tecniche atte a nascondere dati, pensate anche per resistere ad eventuali indagini forensi, e le relative contromisure. Parlerò inoltre di una categoria del tutto nuova di nascondigli, i siti web violati, utilizzando parte del materiale raccolto nella mia indagine contro i blog WordPress compromessi.

Sul sito IISFA tutti i dettagli del seminario, e le informazioni per raggiungere la località. Per chi fosse interessato all’argomento, è il caso di prendere in considerazione l’iscrizione all’associazione.

Per chi partecipa, ci vediamo là.

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Corso introduttivo di Computer Forensic a Torino

Il mio amico e collega di CFItaly, Denis Frati, curerà il lato tecnico di un corso di introduzione alla Computer Forensic in quel di Torino.

Tutti i dettagli sul sito di Denis Frati. Correte ad informarvi!

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Convegno CFItaly 18 giugno 2008: disponibili i video

Per chi non ha potuto partecipare, e per chi vuole avere in mano le prove, sono disponibili i video degli interventi al convegno CFItaly 2008.

I video sono sul sito di CFItaly o su quello di Denis Frati.

Il mio intervento è nel secondo video, purtroppo il più lungo.

Ricordo che le slide (titolo: Il nascondino dei bit) sono disponibili qui, sia in PDF che in OpenOffice Impress.

Fatemi sapere cosa ne pensate.

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Fedora 9 Release Party Roma: il video!

Eccolo qui.

Ci sono anche io.

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Convegno CFItaly giugno 2008: il giorno dopo

Finalmente, ora che il pargolo dorme, la cucina è tornata pulita ed in ordine, posso sedermi un po’ al computer e fissare le idee sulla giornata di ieri.

Non è il primo convegno a cui partecipo come relatore, ma certamente è stato il primo in cui mi presentavo in prima persona.

Finalmente ho conosciuto quelle persone che hanno reso possibile e realizzato concretamente l’evento: Nanni Bassetti, Denis Frati, Gianni Amato, Giancarlo Cucinotta, gli avvocati Gallus e Micozzi (simpaticissimi e preparatissimi).

Gli interventi sono stati tutti validissimi, e mi è molto dispiaciuto per quelli di Gallus e Micozzi, a cui ero particolarmente interessato, accorciati per mancanza di tempo. D’altra parte era il primo convegno organizzato da CFItaly e ovviamente non poteva andare tutto perfetto e liscio.

Il risultato è stato comunque di rilievo, con una buona partecipazione, considerando il particolare argomento e la giovinezza di CFItaly.

Personalmente ho trovato semplicemente sbalorditivo l’intervento di Cucinotta, a cui va un meritatissimo titolo di Hacker di prima classe. Quello che è riuscito a fare il suo reparto ha dell’incredibile.

Un ringraziamento a chi ha partecipato, mostrando pazienza per i piccoli intoppi tipici della prima volta, ma anche coinvolgimento e partecipazione, con le tantissime domande con cui hanno tempestato tutti i relatori.

Per chi è interessato, sul sito di CFItaly si trova il resoconto completo e qualche foto. L’album completo di quelle scattate da me sono in questo set su Flickr.

La mia presentazione è qui:

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18 giugno 2008 – Convegno CFItaly a Roma

Qualche tempo fa è nata la mailing list Computer Forensics Italy, per iniziativa di Nanni Bassetti e Denis Frati. In breve la lista, riservata agli iscritti, è cresciuta e conta oltre duecento registrati (per registrarsi il link da seguire è questo), poi è nato il sito web.

I due promotori dell’iniziativa hanno poi proposto un istruttivo game (disponibile qui) per fini didattici e di confronto professionale.

Ora, il prossimo passo è un convegno, per favorire l’incontro degli iscritti e far conoscere l’iniziativa.

Dettagli sul convegno e sulla registrazione (obbligatoria) sono qui.

Parteciperò come relatore, e parlerò dei metodi per nascondere dati, senza uso di crittografia. Se passate da quelle parti, fatevi riconoscere!

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