Durante il mio intervento alla conferenza ho parlato di due cose:
- CD attaccati e distrutti da un fungo
- altri CD con l’autodistruzione incorporata
Per motivi che è troppo lungo spiegare, non sono inclusi nelle slide. Ora faccio ammenda, mostrando tutto il necessario per completare l’intervento.
Ve lo devo, voi che siete intervenuti.
Il fungo mangia-CD
Il riferimento migliore è l’omnicomprensivo CD-R FAQ, ma si trovano altri riferimenti:
In breve: in particolari condizioni climatiche, un fungo comunissimo (il Geotrichum candidum, responsabile ad esempio della fioritura del formaggio Camembert) è in grado di attecchire sul rivestimento protettivo del CD, anche stampati, non solo i registrabili. Il risultato è di esporre l’alluminio della metallizzazione, usato per rendere la superficie riflettente, all’aria. L’alluminio, ossidandosi, diventa trasparente, perdendo la sua reflettività, quindi il CD diventa illeggibile.
Naturalmente questo avviene in climi particolari, dove la temperatura è costantemente sopra i 35° C e l’umidità abbondante, condizioni tipiche dei paesi tropicali.
I CD con l’autodistruzione incorporata
Nella foto sopra potete vedere di cosa parlo. Il CD in alto a destra è stato dimenticato in un lettore di CD di tipo Hi-Fi per 6 anni. Era nella stanza di fianco a quello in basso a destra, che presenta lo stesso tipo di deterioramento. Alla conferenza avevo parlato di quello dimenticato nel lettore, ma arrivato a casa ho deciso di intraprendere un controllo più esteso, e ne ho trovato un altro con lo stesso problema, solo che questo era nella sua custodia, quindi l’ipotesi che qualcosa avesse deteriorato il CD dimenticato nel lettore è da scartare.
E’ molto più probabile si tratti di un errore nel ciclo produttivo, visto che un altro CD della stessa casa, prodotto nello stesso periodo, presenta lo stesso problema. Qualcosa ha reso lo strato protettivo permeabile all’aria, ed ecco che l’alluminio dello strato riflettente se ne sta andando, lentamente ed inesorabilmente. Entrambi i dischi sono ancora leggibili, e la musica riesce a venirne fuori, in qualche modo.
La produzione risale al 2001, i dischi sono tutti originali stampati, non sono CD-R. Per confronto ho messo un CD stampato nel 1984 (a sinistra), e come si vede il colore è proprio quello dell’alluminio, uniforme e senza aloni. L’ipotesi dell’errore in produzione è forse la più plausibile.
Come si vede nel dettaglio, il disco sta diventando trasparente per tutta la superficie, leggermente di più vicino al bordo esterno. La parte opaca è protetta dalla grafica stampata, ma dal colore si capisce che il deterioramento è uniforme. Si vede chiaramente il mattoncino LEGO® bianco che ho messo per tenere inclinato il CD
Ora, questo non mi rende meno preoccupato. Quanti dischi sono stati prodotti con processi i cui difetti si presenteranno nel lungo termine? Nessuno lo sa.
Per salvare il salvabile, dovrei fare una copia dei CD, ma è illegale. Potrei scaricarne una copia via peer to peer, ma è illegale anche se ho gli originali.
Quale potrebbe essere probabilmente la risposta degli autori se gliene chiedo una copia “legale”, visto che la mia si sta deteriorando?


Uhm… dovrò decisamente smettere di maneggiare i miei CD mentre mangio il camembert!