Come promesso, sono a Pescara per seguire il convegno organizzato dai giuristi telematici.
L’evento si svolge su due differenti percorsi, uno orientato al privato, ospitato nell’aula Azzurra dell’Università di Pescara, ed uno orientato alla parte penale e di computer forensic, ospitato nell’aula Rossa. Al momento l’aula Rossa, grande un terzo dell’aula Azzurra, è praticamente piena, mentre l’altra è molto meno frequentata.
Il nostro interesse, mio e del mio amico Lorenzo, è per la parte di computer forensic, ovviamente. Se le condizioni me lo permettono cercherò di scrivere qualcosa sul procedere degli interventi e degli argomenti, e forse anche qualche foto.
Per intanto, da quello che ho visto e sentito fin qui, è ormai un fatto accettato che le prove informatiche debbano essere considerate alla stessa stregua delle prove fisiche, con la stessa efficacia e dignità di qualsiasi altra “evidenza”. E che questo pone una intera categoria di problemi: di interpretazione, di procedure, di eccezioni e, non ultimo, di carenze legislative, con il tentativo di applicare le regole degli usuali accertamenti tecnici estendendo il senso e l’applicabilità delle norme esistenti, che, a quanto sento dai relatori, crea più problemi di quanti ne risolve.
Di quelli che conosco personalmente ho incontrato fino ad ora: Stefano Aterno, Francesco Paolo Micozzi, Gerardo Costabile, Mario Ianulardo, Giovanni Battista Gallus.
