Al termine della prima giornata, come spesso accade in questi convegni, è arrivata la parte migliore: oltre due ore di discussione molto stimolante sulla prova digitale, sull’attendibilità, sulla necessità di regole chiare e condivise per far sì che diventi sempre più normale l’uso delle evidenze digitali, non solo in procedimenti giudiziari riguardanti reati puramente informatici.
Si è scatenato un dibattito, a volte con toni anche accesi, ma che ha visto partecipare tutti: tecnici, giuristi, rappresentanti delle forze di polizia, avvocati difensori e magistrati. Le posizioni sono state esposte sempre con grande chiarezza, tanto che anche io che non sono “del mestiere” alla fine mi ero appassionato e non mi sono perso una battuta.
Da più parti è stata invocata l’adozione di un linguaggio comune fra informatici e “non tecnici”, per fare in modo che anche per chi non è informatico, possa comprendere tutte le complesse sfaccettature e sfumature delle infinite situazioni e casistiche che ogni giorno incontriamo nel nostro lavoro di tecnici. E’ importante che questo si realizzi per evitare il ripetersi di situazioni al limite del grottesco, per chi non è coinvolto, ma drammatiche per chi suo malgrado vi si trova invischiato.
Dopo la conferenza, la sera, le discussioni sono continuate, spesso davanti ad un bicchiere. Sul litorale di Pescara, dove erano alloggiati la maggioranza dei partecipanti, era facile trovare, seduti intorno allo stesso tavolo, gruppi di partecipanti al convegno che continuavano a parlare e confrontarsi su questi delicati argomenti.
Le tre del mattino sono arrivate senza che ce ne accorgessimo, e con molti, al momento della buonanotte, c’è stata la netta sensazione di aver avviato qualcosa.

#1 da antonino il 23 June 2009 - 14:44
CUT “Da più parti è stata invocata l’adozione di un linguaggio comune fra informatici e “non tecnici”, per fare in modo che anche per chi non è informatico, possa comprendere tutte le complesse sfaccettature e sfumature delle infinite situazioni e casistiche che ogni giorno incontriamo nel nostro lavoro di tecnici.” CUT
curioso … di tecnico ci sta l’ambito medico, quello contabile, quello fiscale etc etc … e poi perchè mai l’ambito giuridico sarebbe “non tecnico”? la verità è un’altra e cioè che il sapere si è talmente parcellizzato che lo specialista non capisce nulla di ciò che va oltre il proprio campo. ancora … c’è la potente presunzione che “tecnico” sia solo il linguaggio delle scienze esatte … ma qua poi non la finiamo più…