Ora la parte relativa alla computer forensic si è spostata nell’aula Azzurra, e si parte subito con i piatti forti: mobile forensic, con la presentazione di una strategia nuova per l’acquisizione dei dispositivi mobili, ossia di fare il boot da una flash card con una applicazione specifica per poi procedere all’acquisizione dei dati, in breve una sorta di live-cd per dispositivi mobili, denominata MIAT, presentata da uno dei partecipanti alla gara Cybercop 2009, come le due seguenti, la prima delle quali sulla forensic per Android, il sistema operativo per SmartPhone di Google.

E’ stato divertente scoprire, grazie alla presentazione successiva, che il mio navigatore satellitare (di nota marca) contiene una quantità impressionante di informazioni che sarebbero utili ad indagare su chi sono e dove vado. Da oggi guarderò il mio navigatore con maggior sospetto del solito.

Il relatore successivo è un giurista, e porta alcuni ragionamenti sulla legge 48 del 2008, ossia le norme sulla prova digitale.

Alle persone che conosco e che incontro qui a Pescara, aggiungo Donato Caccavella e Davide D’Agostino.

Donato ha parlato attingendo alla sua esperienza di tecnico dei problemi che pone l’acquisizione forense dei cellulari.

Tocca poi a Stefano Zanero, ricercatore del Politecnico di Milano, che parla dell’acquisizione di pagine web da remoto e di cloud computing, con i problemi che ne conseguiranno per la computer forensic.