Per iniettare un malware in un computer in sostanza esistono due vie: lavorare di cracking, cercando e sfruttando vulnerabilità note o meno in sistemi operativi ed applicazioni, oppure sfruttare le umane inclinazioni.
La seconda via non è né meno costosa, né richiede meno competenze, anzi, ne richiede di più ed in campi differenti, ma ha un vantaggio: funziona indipendentemente da problemi hardware o software, anche in assenza di vulnerabilità da sfruttare. Al solito ci si rilegge alla fine per le oziose considerazioni di rito.
Caramelle dagli sconosciuti
Ci sono vari tipi di ladro: lo scassinatore, il rapinatore e il truffatore. Lo scopo è sempre lo stesso, prendere qualcosa che non gli appartiene contro la volontà del legittimo proprietario. Quello che cambia è il modo:
- lo scassinatore opera di abilità e di astuzia. Studia le abitudini della vittima, le condizioni di sicurezza del bersaglio, poi opera colpendo in un punto debole delle difese quando il proprietario non c’è.
- Il rapinatore punta invece sulla forza bruta. Si arma e ottiene quello che vuole direttamente dal proprietario, minacciandolo.
- Il truffatore opera invece di persuasione. E’ la vittima stessa che gli consegna l’oggetto, convinta di ottenere un vantaggio economico o di altra natura.
Un detto abbastanza noto recita che non si può truffare un uomo onesto. I truffatori in giro per la Rete pare ne tengano conto: i siti web più “infetti” sono quelli che contengono (o promettono) materiale in qualche modo illegale. Brani musicali, film, materiale pornografico, crack per programmi noti o meno, generatori di codici di registrazione (i cosiddetti keygen), tutto fa brodo.
Un esempio perfetto di questa situazione è un sito che offre generatori di codici di registrazione: keygen . name (il nome è spezzato e reso non cliccabile perché non è proprio il caso di andarci).
Ad un primo sguardo, sembra identico a centinaia di altri siti web di questo tipo, ma la trappola è là, ed è ben congegnata.
Si cerca nell’elenco dei programmi già inseriti, e se non si trova quanto voluto, si può usare la casella di testo con a fianco il tasto Find! (trova).
Capire che è una trappola è semplice:
- tutti i keygen scaricati sono lunghi esattamente 8759 bytes
- sono identici bit per bit, indipendentemente dal programma per cui dovrebbero generare il codice
- se si cerca un keygen se ne trova sempre uno con il nome contenente esattamente le parole che abbiamo digitato nella ricerca.
Per esempio se nella casella si digita “Fedora Linux”, la ricerca restituisce un file dal nome “Fedora_Linux_keygen.exe”, sempre di 8759 bytes. Ora, a parte che Fedora Linux non ha proprio bisogno di chiave di registrazione, visto che è un sistema operativo libero e gratuito, è strano che il nome sia esattamente lo stesso. Ad ulteriore conferma basta digitare “io sono un fesso che prende caramelle dagli sconosciuti” ed in un attimo ecco il nostro keygen con un nome chilometrico e quanto meno inconsueto, sempre di 8759 bytes.
La conferma finale viene passando il file ad una collezione di antivirus: i due terzi lo identificano come minaccia, anche se non sono concordi sul tipo.
Riadattando un detto usato dai miei nonni, possiamo dire che andò per craccare e rimase craccato…
Oggi
Il sito è ancora attivo, ed il numero ed il tipo di ricerche presenti e memorizzate fa pensare che sia molto “gettonato”. Il keygen (leggi malware) è cambiato, ora è di 204856 bytes, e VirusTotal lo identifica sempre come malware con 28 antivirus su 36. Avviato sulla macchina virtuale sacrificale di rito, scarica roba dai soliti siti con nomi improbabili, installa un servizio ed un modulo da attivare all’avvio del computer, più altra roba che non sono stato a guardare. C’è un po’ di tutto, compreso un Alternate Data Stream.
A dispetto della continua evangelizzazione degli utenti ad opera di chi è un po’ più “smaliziato”, il numero di persone che cadono vittima di truffe e raggiri è in costante aumento. E non c’è bisogno di tirare in ballo il phishing, basta andare molto più vicino e volare bassi: siti che offrono antivirus fasulli per disinfettare inesistenti pestilenze, software altrimenti gratuiti offerti dietro pagamento di una “tassa di installazione”, informazioni riservate inesistenti, servizi 2.0 con fregatura 1.0, e via così.
E’ evidente che non serve assolutamente creare malware sofisticati e pestilenze inarrestabili, basta dire le cose giuste nel modo giusto agli utenti, il resto lo faranno da soli.
Una ultima cosa: una delle ricerche in prima pagina nel sito dei keygen fasulli nel momento in cui l’ho visitato era per una applicazione dal nome: Antivirus XP 2008. Per la cronaca, non è un antivirus, ma un malware camuffato da antivirus che richiede un pagamento con carta di credito per essere “attivato”. Ecco la cattura della pagina. Verso il fondo potete vedere quello di cui parlo.
Il colmo dei colmi: cercare in un sito di crack fasulli qualcosa per poter installare un malware camuffato da antivirus che probabilmente non vede l’ora di essere avviato per fare i suoi porci comodi, dopo ovviamente aver preso un po’ di soldi dalla nostra carta di credito.
Il punto, però, non è il denigrare un poveraccio che è caduto dalla padella nella brace, no. Qui stiamo parlando di qualcuno che per vedere “documentari anatomici”, viene ingannato una prima volta vedendosi presentare una richiesta di scaricare i codec; va sul sito per scaricare i codec e viene ingannato una seconda volta, con una falsa scansione online che lo avverte di avere un numero abnorme di virus e gli propone di installare un antivirus fantastico, la soluzione definitiva di tutti i problemi di virus. Mentre il tizio si convince di avere usato fino a quel momento una chiavica di antivirus, che non l’ha protetto dalla pletora di virus che gli ha trovato l’altro, va a scaricare ed installare l’antivirus fasullo, e viene ingannato la terza volta, dato che gli viene chiesto di acquistare il codice di attivazione con carta di credito. A questo punto, invece di accendere il cervello e iniziare a farsi qualche domanda, adotta il comportamento più amato dai truffatori: fa il furbetto. Cerca su Emule il crack per Antivirus XP 2008 e ne trova centinaia (provare per credere), tutti ovviamente dei falsi, accessoriati però col vero malware all’interno. Cerca un keygen e finisce sul sito appena presentato, prendendo una seconda pestilenza (o una terza, una quarta e via così).
Utenti così sono una manna dal cielo per i truffatori e i criminali in giro per la Rete. Scommetto che il computer di questa persona fa parte di almeno due botnet. Ed ha installati antivirus, firewall, antispyware, rootkit scanner, insomma tutto il campionario.



#1 da Guido Mastrobuono il 27 November 2008 - 23:01
Sono l’ideatore di una community che raccoglie circa 500 artisti e si chiama Progetto Cicero (http://progettocicero.ning.com).
Stiamo tentando un esperimento di comunicazione on-line basato sulla creazione di comunità piccole ma dotate di una forte coesione tra i membri che viene ottenuta sia con regole di comportamento (nominalità, tolleranza, proattività ed educazione) sia con la condivisione di discussioni e ragionamenti.
Allo scopo di alimentare la discussione tra di noi e trarre ispirazione dalla stessa, abbiamo dato il via ad un’attività che si chiama “Quindi-Ci” (http://progettocicero.ning.com/group/quindici).
In soldoni, ogni 15 giorni ci diamo un tema e lo trattiamo con diversi linguaggi.
In una sorta di gioco/concorso, passata la quindicina, scegliamo l’intervento più interessante.
Il tema attuale è ” caramelle dagli sconosciuti: paura dell’ignoto ed esigenza di guardare oltre il buio”.
Ti scrivo in quanto ho trovato il tuo blog ed ho pensato di invitarti ad alimentare con essa la nostra discussione nella convinzione che, quello che per te sarebbe un secondo di taglia ed incolla, per noi potrebbe essere la fonte di spunti interessanti e la possibilità di aggiungere nuove menti brillanti al nostro gruppo.
Tu potresti pubblicizzare il tuoi scritti e trovare persone interessanti con cui discutere.
Spero che considererai il mio messaggio come il complimento che esso è.
Una cosa importante: ognuno di noi ha i suoi siti, il suo blog, i suoi spazi e non li abbandona.
Il Progetto è un luogo dove discutere o presentare questi tuoi lavori (oppure semplicemente le tue idee) e non per fa alcuna concorrenza a blog siti e comunità che già li contengono.
Un saluto
Guido Mastrobuono
(Direttore del Progetto Cicero)
PS.
Coerentemente con i nostri obiettivi, per l’accesso alla comunità, richiediamo una registrazione nel sito all’indirizzo http://progettocicero.ning.com/?xgi=db6QQdU , per la quale sono richiesti i seguenti dati: Nome, Cognome, Età, Residenza ed una foto del viso.