I numeri. Dicono che non mentano.
Da gennaio 2007 a oggi il sito che leggete ha ricevuto ben 61, dico, 61 visite indirizzate da una nota classifica di blog italiani, su un totale di 129.000, 51.000 da referer. Dopo che nella settimana a cavallo fra dicembre 2007 e gennaio 2008 è circolato un ASCII-art con due bicchieri dove ogni “pixel” era un link ad un blog, le visite al sito sono aumentate da 1500 a oltre 2100 a settimana, in media. Oggi sono in media 2100-2500, sempre a settimana, tranne in questo periodo, notoriamente di stasi.
Per la diffusione di questo sito è stato infinitamente più efficace un post definito “spammatorio” che l’iscrizione a tre differenti classifiche di blog italiani. Le altre due classifiche hanno condotto qui rispettivamente 72 e 32 visite, sempre nello stesso periodo di 18 mesi. Technorati ne ha portate qui 40.
I numeri parlano molto chiaro: per le classifiche questo sito non vale niente (o quasi), quindi, secondo loro, se siete qui e leggete quello che scrivo state perdendo tempo prezioso.
Alt, fermi. Frenate gli spruzzi di adrenalina e le scariche di ormoni. Non sto dicendo che le classifiche sono inutili. Sto dicendo che per un sito come il mio sono non solo inutili, ma dannose. Ed il mio è un sito da poco. Chiaro?
I contenuti mi pare ci siano, ma sono molto di nicchia. Poi raramente parlo dei fatti miei, anzi, quasi mai. E’ abbastanza normale che il numero di visitatori sia così esiguo, e parimenti il numero di citazioni. Fra l’altro, visto che il famigerato e tenuto Pagerank si basa appunto sulle citazioni, anche questo parametro di valutazione si mantiene su valori piuttosto bassi.
Quello che mi fa molto pensare, ed in un certo senso mi porta a ritenere inutili nel mio caso certi strumenti, sono le continue manipolazioni manuali che vengono fatte agli algoritmi di calcolo del punteggio in classifica. Gli stessi che stilano la classifica dichiarano da più parti che periodicamente il sistema di calcolo della classifica viene rivisto e corretto. Ecco il motivo dei salti improvvisi: pagerank che crollano da 5 a 3 in 24 ore, 600 posizioni in meno in classifica nel giro di una settimana, cose così.
Naturalmente, se avessi toccato qualcosa nel sito, potrei sospettare di aver causato io stesso simili sconvolgimenti tellurici, ma dato che l’unica cosa fatta è pubblicare roba di mia produzione, la cosa è frustrante, a dirla tutta.
Per questo ho preso una decisione: farò in modo di “escludermi” dalle classifiche, in modi e tempi che devo studiare. Il motivo è molto semplice: pensando a queste cose perdo la concentrazione ed invece di occuparmi dei contenuti mi faccio il sangue amaro per cose su cui non solo non ho il controllo, ma neanche la chiave di lettura.
L’altra ragione, per cui ritengo lo strumento classifica stilato in questo modo pressoché inutile per il mio caso, è che non ne ricavo reali indicazioni sul gradimento di quello che offro ai lettori. E’ infinitamente più utile uno strumento come Google Analytics, che mi permette di vedere le cose più cercate, più lette, i tempi ed i modi di accesso al sito, se e quando vengono letti certi documenti, insomma una valutazione molto più granulare e, se vogliamo, impietosa rispetto ad una classifica. Se scrivo stupidaggini o cose inutili, la gente anche se arriva sul sito ci rimane ben poco.
Perché vi dico tutto questo? Non lo so. Sento il bisogno di dirlo a qualcuno, insomma. E poi chissà che qualcuno di voi che mi legge non abbia un suggerimento o una idea migliore. Io sono un po’ a corto, in effetti.


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#1 da Emanuele il 5 October 2008 - 19:20
Bella discussione complimenti