Dopo essermi preso un po’ di ricreazione, è arrivato il momento di lavorare.

Su queste macchine (ne ho tre) dovrà girare una applicazione che necessita di Windows 2003 Server. Il problema è che la versione di Windows 2003 in mio possesso non include il Service Pack 1, e sulla copertina del porta-CD dello SmartStart™ di HP c’è scritto bene in evidenza che con Windows 2003 “liscio” ci saranno problemi.

In effetti il problema è presto identificato: le macchine sono dotate del controller RAID S-ATA P400, con sei dischi da 750GB. Creando un unico blocco RAID5 con un disco di hot-spare, ed assegnandolo ad un unico volume logico da 3 TB (in parole povere come un unico disco rigido da 3TB), l’installazione di Windows fallisce subito non trovando nessun disco. In pratica se il volume logico supera i 2TB non viene rilevato in fase di installazione.

Anche per maggiore ordine nel filesystem, ho creato tre volumi logici: uno da 50GB per il sistema operativo, uno da 300GB per i database ed i relativi indici per il full-text indexing, il restante spazio per i file audio e video previsti per l’applicazione (è un archivio multimediale). Ora è come se il computer avesse installato tre dischi fissi: uno da 50GB, uno da 300GB ed uno da 2,6TB. In questo caso Windows 2003 Server si installa sul primo volume (quello da 50GB) senza lamentele, liscio come l’olio.

Al termine esce un altro problema: mentre il volume logico da 300GB è rilevato e può essere partizionato e formattato senza problemi, quello da 2,6TB non è accessibile, e viene segnalato nella gestione disco come “illeggibile”.

Anche qui è un problema facilmente risolvibile: si installano gli aggiornamenti per Windows 2003 Server (per la cronaca, siamo al Service Pack 2).

Al termine, dopo il consueto riavvio, potremo accedere al volume logico da 2,6TB, ma c’è ancora una sorpresa: l’utility di gestione disco mostra il disco diviso in due parti, la prima da 2TB esatti e la seconda con lo spazio restante. Stavolta non è un problema di Windows, ma della tabella delle partizioni di tipo MBR. La dimensione massima di una partizione nella tabella di tipo MBR è di 2^32 settori, numero che corrisponde ad esattamente 2TB (con settori fisici del disco da 512 byte). Non solo, l’indirizzo del settore di partenza della partizione è sempre un numero a 32 bit, per cui la creazione di una eventuale altra partizione oltre i 2TB non è possibile.

Cliccando col tasto destro del mouse sul disco da 2,6TB, nel menu contestuale appare una voce “Trasforma in GPT”. GPT altro non è che l’acronimo di GUID Partition Table, un tipo di tabella delle partizioni che aggira il problema. Questo tipo di tabella è compatibile con le nuove specifiche per quello che sostituirà a breve il vecchio BIOS, ossia EFI. Una volta trasformato il disco per l’uso con questo tipo di partizionamento, l’unità da 2,6TB diventa immediatamente accessibile. In pochi minuti è stata formattata in NTFS, pronta per l’uso.