Chi tiene un blog si trova spesso nella condizione di non aver nulla da dire (mi era scappato uno strano refuso: nulla da dare, quasi un lapsus).
O meglio, niente tale da generare un post nel blog. Da quel poco che frequento questo mondo, anche se da esterno e con ragioni, per me, differenti, ho notato che ci sono delle strategie abbastanza comuni per evitare di lasciar languire il blog. Eccone una carrellata semiseria.
I post celebrativi
Sotto questa categoria vanno quelli del tipo: il post numero 100, un anno di blog, il visitatore numero 1000 e via così. Purtroppo hanno un difetto: che ricorrono raramente, almeno quelli citati. A meno di celebrare il visitatore numero 2000, il numero 3000, oppure un anno e un mese di blog, un anno e due mesi di blog, a via andare. E’ probabile che dopo una mezza dozzina di post così il blog non raggiunga mai il secondo anno, o il visitatore numero 6000.
Le catene
Non intendo solo i cosiddetti meme, ma anche quelle spontanee che si generano attraverso le citazioni di post di altri blog. Un esempio che mi viene in mente era la domanda “Come sei diventato blogger” che girava qualche tempo addietro. Anche blog che non erano stati tirati in ballo direttamente hanno pubblicato post sull’argomento. Inutile dire che pure qui l’abuso è un rischio. Aspettiamo tutti con ansia il meme: “Cosa hai mangiato oggi” e “Dove ho trovato parcheggio”.
“Me too” (Anche io)
Istruzioni: si prende una notizia particolarmente importante (il vincitore del Grande Fratello o del Festival di Sanremo) e si fa un bel post con la propria opinione. Il problema è che su quella notizia di opinioni se ne sono sentite talmente tante che qualunque altra parola spesa in proposito provoca reazioni cutanee ai lettori e il cancro alle cavie di laboratorio.
Le parole chiave
E’ di sicuro successo: chi usa cose come Google Analytics (oltre ad esserne dipendente come un cocainomane all’aerosolterapia) può vedere l’elenco delle parole inserite dai visitatori nei motori di ricerca per arrivare sul blog. Di solito il post elenca le più lontane dalla media dei contenuti del blog, con un commento umoristico affiancato.
La scelta deve essere fatta con oculatezza, perché se per esempio si nomina la parola chiave “cetriolo”, è inutile che poi si tenti di dimostrare che nel blog non si è mai parlato di sesso, usando commenti salaci e arguti. E’ un autogol e basta.
Commentare i comportamenti degli altri blogger
E’ l’equivalente del pettegolezzo: facile, veloce, di sicuro successo. Infatti, siete qui che leggete, ed è la miglior dimostrazione.
Ebbene sì, vorrei scrivere qualcosa di utile, ma in queste ultime settimane ho poco tempo e mi presento con questo.
In realtà sto lavorando anche sull’articolo per il recupero di dati da pen drive che avevo promesso, ma ci sto mettendo un po’. Inoltre ho sperimentato altri metodi per il recupero, e l’elenco delle cose da scrivere si è ulteriormente allungato.


#1 da Serendippo il 15 December 2007 - 23:12
evvai, non avevo mai indagato su quale argomento avesse avuto la meglio, ma sapere che stai lavorando al ricupero dati da pennetta flash è confortante… perlomeno da un senso al fatto di tenerne un paio dentro al cassetto della scrivania, anche se ormai i dati che potrei trovarci saranno superati
Spero che durante le ferie ormai prossime, tu possa riuscire a completare quest’altro lavoretto.
Keep truckin’!
#2 da NoWhereMan il 23 December 2007 - 10:37
Post Celebrativi – Mi manca il sistema di statistiche sul blog (che ho scritto io
) quindi praticamente non posso farlo anche volendo. Però ho fatto i compleanni del blog, ecco. Quindi celo.
Le catene – Manca, per scelta. Però devo dire che “dove ho trovato parcheggio” può essere interessante a Milano. E vai di luoghi comuni
“Me too” – azz ce l’ho
; però a mia discolpa aggiungo scrivo sempre quando ho qualcosa da dire e non quando non so cosa scrivere
Le parole chiave – E’ diventato in fretta un cliché e non me ne sono reso conto. Ne ho uno solo, però c’è. Acc.
Commenti ad altri blogger – Non sono abbastanza famoso
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