E’ una disciplina ancora molto giovane, e gran parte del lavoro è di tipo pionieristico. Se però siamo interessati ad approfondire l’argomento, anche per capire in quali settori occorre avere capacità e competenza.

Per cominciare facciamoci una idea sulla materia con un paio di libri:

Il primo ha il pregio di trattare sia aspetti puramente informatici che aspetti legali, estremamente importanti in questo genere di lavoro. Il secondo è molto orientato alla procedura di acquisizione ed analisi, e riporta anche considerazioni derivanti dall’attività dell’autore sul campo. Poi esistono enti internazionali che rilasciano anche certificazioni ai professionisti del settore, e stilano manuali e best practices per operare con criterio.

A differenza di come viene presentata questa attività in molti esempi cinematografici e televisivi, gli strumenti contano fino ad un certo punto. Quello che fa la differenza è l’esperienza, l’intuito, la conoscenza della natura umana, l’immaginazione e non ultima una grande pazienza e tenacia.

Inoltre non basta ottenere risultati, occorre presentarli in modo ineccepibile e incontestabile. Per questo motivo spesso si parla di disciplina della Computer Forensics, quando non di scienza: i risultati devono essere misurabili e soprattutto ripetibili, attributo primario di ogni attività che voglia darsi un minimo di dignità scientifica.

In rete è possibile reperire molto materiale, fra cui anche simulazioni di casi reali. Qualche esempio lo possiamo trovare nel Progetto Honeynet, con le loro sfide denominate “Scan of the Month” (nella sezione “Challenges” del sito), anche se molte delle sfide presentate sono più orientate alla gestione e analisi di problemi di sicurezza connessi con la rete. Un forum dove incontrare persone del campo è sul sito Cybercrimes.

In conclusione, non ci si improvvisa investigatori digitali. E’ un lavoro delicato, e più che capacità da hacker richiede apertura mentale e competenza.
Un solo errore ed un criminale può farla franca, o peggio un innocente paga per un crimine che non ha commesso.