Di solito tendo ad evitare esternazioni. Ma quando è troppo, è troppo. Il termine di paragone fra Vista e Linux (qualsiasi distribuzione) pare sia basato unicamente sugli effetti grafici sul desktop.
Ebbene, il mio personale parere è che siamo alla frutta. Tutti quanti.
Lo scopo originario per cui è stato creato Compiz, nel febbraio/marzo 2006 (la mailing list parte da marzo 2006, mentre il deposito dei sorgenti GIT mostra il primo popolamento nel febbraio del 2006), non è ben chiaro. Chi dice che l’idea venga da Mac OS X, chi invece afferma che è una idea originale.
Per quanto mi riguarda penso che potrebbe costituire una occasione per raggiungere due scopi:
- sfruttare l’accelerazione 3D avanzata che offrono le moderne schede grafiche per l’interfaccia utente, liberando risorse per altri compiti
- esplorare le possibilità di un nuovo tipo di interazione con l’utente, magari più vicina alla natura umana
Ad oggi, l’unico risultato ottenuto è che chi installa una distribuzione Linux lo fa per avere tutti gli effetti grafici possibili ed immaginabili installati, configurati secondo le preferenze personali, per poi mostrarne, sopracciglio alzato, il risultato agli utenti di Vista: “il tuo lo fa?” (traduzione: ce l’ho più lungo del tuo).
Per carità, ognuno è libero di fare del proprio computer, del proprio tempo e dei propri soldi quello che vuole. Lungi da me toccare questa fondamentale libertà. Quello che voglio dire è che se Linux deve essere ingolfato di inutili quanto pesanti effettucoli per essere considerato alla pari, o migliore, rispetto a Vista, abbiamo perso in partenza.
Stessa situazione, paradossalmente, si applica ai confronti fra distribuzioni Linux: le ragioni riportate in forum, blog e siti web autorevoli per affermare che una distribuzione è migliore di un’altra sono molto spesso, ahinoi, della stessa natura. Vediamo due esempi illuminanti, con i motivi per cui (secondo me, ovviamente), andrebbero quanto meno ripensate.
La distribuzione A si avvia più velocemente della B.
Ovviamente il confronto è stato fatto a parità di configurazione: stessi demoni all’avvio, nello stesso ordine, stessi pacchetti installati, stesso computer. Avendo una minima cognizione della complessità della procedura di init (come è chiamata la sequenza di avvio del sistema operativo Linux) e conoscendo le varie implementazioni, dato che non tutte le distribuzioni usano lo stesso identico metodo, arriviamo a capire che questa argomentazione, pur vera sotto certe condizioni, non è affatto un parametro di decisione assoluto. Può essere uno dei parametri, ma va giustificato: per quale motivo serve un avvio rapido?
Per la mia esperienza, l’unica situazione in cui serve un avvio rapido, istantaneo, sono alcune categorie di sistemi industriali o militari: sistemi di guida, controllori di processo, sistemi d’arma. In tutti gli altri casi non si applica nemmeno il discorso. Chi ha mai provato ad avviare un moderno server sa di cosa parlo: il tempo che intercorre dall’accensione all’inizio del caricamento del sistema operativo può arrivare a superare i sei minuti: fra test delle periferiche, controller dischi, inizializzazione dei controller RAID e tutto il resto, ne passa di tempo.
Stessa cosa quando si confrontano Windows e Linux: Windows è indubbiamente più rapido nel mostrare il desktop, su questo niente da dire. Ma può essere l’unico parametro di decisione per determinare il migliore?
La distribuzione A usa come metodo di installazione abc mentre la distribuzione B usa xyz
Eccoci alle guerre di religione. Anche qui l’unica cosa dimostrata negli interminabili flame in tutta Internet, è che proprio la presenza di discussioni mostra che non esistono argomenti definitivi a favore di uno dei due. Poi, per quanto mi riguarda, il ragionamento è semplice: quante volte al giorno installiamo, aggiorniamo o rimuoviamo applicazioni? Se col computer ci si lavora, a parte gli aggiornamenti critici, siamo a una volta a settimana, anche meno. A meno che la nostra principale attività al computer non sia installare applicazioni e basta… Come può succedere che applicazione usata una volta a settimana definisca un parametro fondamentale nella scelta del sistema operativo?
Sui server il discorso non si applica nemmeno. La regola aurea è che non si aggiorna un server che non ha problemi. Punto. Ovviamente a meno di falle critiche che espongano il server a problemi di sicurezza: se su un server è installato Apache, ma non è usato, il discorso non si pone: non andrebbe proprio installato, quello che non serve…
La domanda a cui vorrei una risposta seria sarebbe: la velocità è l’unico parametro di paragone? Ma so già che non ne otterrò di risposte. Solo flame.
Tornando all’argomento iniziale, perché chi usa Linux deve per forza soffrire del “complesso di Vista”? Per quale motivo Linux non deve essere valido se non fa le stesse cose allo stesso modo di Vista?
Non sarebbe più intrigante esplorare le possibilità offerte dalle nuove interfacce utente per rendere meno macchinose certe operazioni al computer? O per avvicinare ulteriormente la macchina alla persona normale che se ne frega altamente dei “cubi ruotanti”?
La grande libertà offerta dal software Open Source permetterebbe infiniti progressi, se solo smettessimo tutti di discutere sulla presenza di funzioni quasi del tutto inutili, e ci concentrassimo invece su come rendere meno faticoso il lavoro di ogni giorno.


#1 da Serendippo il 5 June 2007 - 21:45
ben detto! IMHO ci sono un paio di ragioni ‘serie’ per cui si è arrivati a questo punto:
1) la popolarità di Linux è in ascesa, questo è fuor di dubbio — la riprova l’abbiamo proprio dagli attacchi e insinuazioni in materia legale del cosiddetto “altro” sistema operativo, che sino a poco fa non degnava neanche di uno sguardo il pinguino.
Passando al mainstream, ci si mette (ci si diverte?) a fare concorrenza alle cose più appariscenti, che però sono dotate di minor sostanza, proprio dell’incumbent. E questo, come scrivi giustamente, fa perdere di Vista (non ho resistito al gioco di parole…) obiettivi più interessanti e intelligenti, come se si fosse presi da una sorta di ubriacatura per esser finalmente arrivati a competere con Golia. La differenza è che il pinguino Davide attualmente si è scordato di avere una fionda…
2) C’è una sorta di ‘ricambio generazionale’ (non saprei come altro definirlo). Ai tizi come Stallman (purtroppo adesso non mi vengono in mente altri nomi, ma chi è interessato al settore li conosce bene…) subentrano programmatori più giovani, magari con altri (?) obiettivi e certo minore esperienza o acume, per cui si ricade in quello che lamenti.
Anche io, che non sono certo un esperto di Linux, ma sono passato a Linux per varie insofferenze nei confronti dell’*altro* sistema operativo, avverto un vago fastidio quando ne vedo emulare principalmente certe caratteristiche superficiali. E penso allo spreco di risorse (mentali, ma anche energie effettive) che potrebbero essere indirizzate a rendere ancora migliore il nostro pennuto. In modo da lasciare Win a baloccarsi da sé, in compagnia di quelli che si accontentano senza capire un’acca, ma intendo proprio lasciarselo indietro DI PARECCHIO!
Sei pessimista e fai bene, ma fa bene anche sentire voci ‘fuori dal coro’ come la tua, sperando che possano instillare dei dubbi molto + sani di stolide certezze.
CIAO