Ci siamo: il 31 maggio verrà rilasciata la nuova versione di Fedora, la numero 7.

Tante le novità, tantissime quelle “sotto il cofano”. Vediamone qualcuna.

La novità maggiore è il cambio di nome: non più Fedora Core, ma solo Fedora. Dietro una così banale modifica si nasconde in realtà la fine della divisione fra la parte mantenuta esclusivamente dal team di RedHat (il Core appunto), e la parte mantenuta dalla comunità degli sviluppatori indipendenti (Extras). La nuova Fedora non vedrà più questa distinzione, e la parte Extras dei depositi si fonde con la Core, ma nessuno dei pacchetti viene escluso, anzi.

Vediamo una lista delle nuove funzioni, in ordine sparso:

  • Unificazione dei dizionari ortografici: fino ad ora OpenOffice, FireFox, Thunderbird, aspell e tutte le altre applicazioni usano un proprio dizionario per la correzione ortografica. Da ora i dizionari di OpenOffice vengono separati e visti come una applicazione trasversale. Per ora la transizione non è completa, ma per intanto OpenOffice usa questi dizionari, mentre per FireFox e Vim vi sono delle patch per usare i nuovi dizionari.
  • il Fast User Switching: la possibilità di cambiare utente rimanendo “dentro” al desktop, senza chiudere nessuna applicazione. Cioè avere due o più sessioni X attive, ognuna con il suo utente e le sue applicazioni.
  • il Live CD: come tutte le distribuzioni che si rispettino, anche Fedora avrà il suo Live CD, che sarà anche installabile.
  • Il supporto KVM: emulatori come Qemu saranno più veloci e molto più usabili.
  • Distribuzioni su misura: con pungi si possono creare distribuzioni su misura per i nostri gusti, arrivando a generare direttamente le immagini ISO per masterizzare i supporti per l’installazione.
  • Un nuovo sistema per il rilascio degli aggiornamenti: meno problemi per chi mantiene un pacchetto incluso in Fedora. Non è per gli utenti comuni, ma ne beneficeranno tutti.
  • Yum/RPM un pò più reattivo: si lamenta da più parti l’eccessiva lentezza di YUM, il gestore di installazione/aggiornamento dei pacchetti software di Fedora. Personalmente ritengo sia un falso problema: YUM viene usato pochissino in un sistema desktop, e quasi per niente in un server (seguendo il detto “se funziona per quel che basta, non lo toccar che poi si guasta”). Impegnare risorse preziose per guadagnare 10 minuti al mese, quando magari ci sarebbero interventi molto più benefici per la velocità è l’usabilità del sistema (perché quando si passa a Compiz spariscano le voci di menù “manda al desktop N” non lo capirò mai…). Ma se è possibile guadagnare qualcosa semplicemente con qualche ottimizzazione, ben venga.

La lista completa delle novità sarà nelle note di rilascio, qui c’è una lista di cose che sono state incluse.

Ho fatto qualche test con la versione test4, e per quanto ho potuto vedere la guida per installare Fedora Core 6 è ancora totalmente valida ed applicabile a Fedora 7. Aspettiamo l’uscita della versione definitiva per correggere le eventuali differenze.

Una curiosità: come tutte le versioni rilasciate anche Fedora 7 avrà il suo codename. Per Fedora Core 6 era “Zod”, mentre per Fedora 7 sono in votazione questi nomi:

  • Lee
  • Sherman
  • Nothing
  • Cylon
  • Moonshine
  • Siegfried

alle 0:00 del 25 maggio si chiudono le votazioni, riservate solo ai membri attivi del progetto. Si accettano scommesse.