Chi ha mai giocato con il simulatore Life dovrebbe riconoscere nell’immagine un aliante, ossia un gruppo di cinque “cellule” che si muove in diagonale durante l’evoluzione della simulazione.
Questo simbolo è stato scelto da Eric S. Raymond come emblema degli hacker. Sullo stesso sito vi è uno stimolante How to become a hacker (Come diventare un hacker).
A febbraio esce il nuovo libro di Raoul Chiesa, Profilo Hacker.
Entrambi usano il termine hacker, ma con significato ed accezione diversi. Parliamone…
Eric è un idealista. Per lui gli hacker sono persone che risolvono problemi e che provano piacere nel farlo. Nel pensiero comune del circo mediatico italiano, gli hacker sono adolescenti con problemi di socializzazione e di acne che entrano nei computer di aziende, banche, organizzazioni governative e piantano metaforicamente una bandierina per dire “sono arrivato fin qui”.
Probabilmente la realtà è molto più complessa, e non al solito una semplice classificazione bianco o nero.
Per questo motivo credo che il libro di Raoul Chiesa sia un lavoro valido e necessario per riportare le cose alla giusta misura (da quello che si legge nella scheda, ovviamente), e penso valga la pena di leggerlo. Non conosco di persona Raoul (spero di poterlo incontrare prima o poi), ma la sua esperienza in questo settore parla da sola.
Il progetto da cui nasce il libro, Hacker Profiling Project, si propone di creare un profilo dell’hacker, non solo dal punto di vista puramente fenomenologico, ma anche e soprattutto delle persone e delle loro storie, che permettono di capire a fondo il perché di questa scelta, perché di scelta si tratta.
Non si parla di ragazzini che rimediano (leggi scaricano dal web) un programmino bello e pronto e lo usano per spiare le password usate dal professore nell’aula di informatica. Nella realtà dei fatti le cose sono molto differenti e indubbiamente infinitamente più complesse. Aspettiamo di poter leggere il libro, e forse finalmente potremo avere un quadro più chiaro della situazione. Chi lavora nel settore della Sicurezza dell’Informazione non può ignorare l’importanza di un simile lavoro: da questo sottobosco di personaggi forse nasceranno i futuri criminali, o i futuri Steve Jobs, chissà.
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