Sono iscritto ad alcune mailing list di Fedora, per seguirne sviluppo e discussioni sul futuro. Stamattina alle 9.03 un messaggio di Eric S. Raymond arriva come un fulmine a ciel sereno, annunciando che è stufo di Fedora e passa ad Ubuntu.
Questo messaggio, seguito poi da varie repliche da parte dei frequentatori della mailing list, mi ha lasciato di stucco per varie ragioni, ma la ragione principale del mio sgomento è una frase del Sig. Raymond, che riporto per intero:
This afternoon, I installed Edgy Eft on my main development machine –
from one CD, not five. In less than three hours’ work I was able to
recreate the key features of my day-to-day toolkit. The
after-installation mass upgrade to current packages, always a
frightening prospect under Fedora, went off without a hitch.
In parole povere, afferma di aver installato da un solo CD la nota distribuzione UBUNTU, ed in meno di tre ore essere pronto a lavorare. L’aggiornamento è stato rapido ed indolore, al contrario di Fedora.
Non c’è che dire: un messaggio in perfetto stile troll.
Il messaggio sembra uno sfogo dovuto ad un momento di rabbia, e certamente punta il dito su alcune questioni spinose riguardanti la conduzione del progetto Fedora, oltre che su scelte politiche ben note, anche se il Sig. Raymond non sembra nuovo a tali esternazioni.
Ora, sulle scelte politiche c’è poco da dire: proprio per il fatto che sono scelte si può essere d’accordo oppure no, niente di strano in questo. Come non ci sia niente da dire sul lavoro eccellente e insostituibile del Sig. Raymond, che, lo ricordo, è stato sviluppatore ed ideatore di parecchi software open source tra cui fetchmail, bogofilter e doclifter.
Ma a quanto pare il Sig. Raymond non è nuovo a queste “sparate”, ripetutesi in passato più volte. Ogni volta con la minaccia, neanche tanto velata, di andarsene sotto l’ombrello di una differente distribuzione.
Concludo con la ragione per cui mi sono azzardato a commentare questo episodio: non sono addentro lo sviluppo di Fedora, né alle questioni di tipo burocratico/organizzativo, per cui non posso certo fare affermazioni sulla fondatezza o meno di tutte le rimostranze del Sig. Raymond. Quello che non posso sopportare è che un personaggio che a tutti gli effetti è un veterano del mondo open source se ne esca come l’utonto più sprovveduto, mettendosi a fare confronti fra sistemi operativi o distribuzioni Linux su basi a dir poco discutibili. Confronti che non giovano a nessuno, e non fanno che alimentare discussioni interminabili quanto idiote nel perfetto stile “io ce l’ho più lungo del tuo”, grondanti testosterone e machismo.
Niente da ridire sulla scelta di passare ad Ubuntu: è una ottima distribuzione, basata sul solidissimo terreno Debian. Sono le ragioni che mi lasciano interdetto. Anche Fedora si può installare partendo da un solo CD (vedere l’opzione di boot askmethod), e in questo preciso momento sto ascoltando brani in MP3 dalla mia nutrita collezione con XMMS, da Fedora (basta aggiungere il deposito Livna alla configurazione di yum).
Come aggravante, nel seguito della discussione si è un po’ chiarito il motivo dei problemi lamentati: a seguito di un tentativo di aggiornamento che falliva per un conflitto di dipendenze, dovuto ad un errore nel rilascio di due pacchetti (errore ammesso dal responsabile del rilascio), il Sig. Raymond ha pensato bene di rimuovere il pacchetto e2fsprogs-libs che ha oltre sessanta legami di dipendenza primari con pacchetti base, fra cui rpm, il gestore di pacchetti. Ovviamente rpm si rifiuta di rimuovere un pacchetto richiesto da altri installati, ma parte anche dal presupposto che se l’utente root aggiunge –force e –nodeps al comando di rimozione probabilmente sa cosa sta facendo. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro…
Lo ripeto, queste “mancanze” sono di solito addotte nei confronti luser fra distribuzioni, non posso accettare un discorso del genere da un veterano che vanta tredici anni di Linux alle spalle.
Una nota comica: la discussione in oggetto ha battuto ogni record riguardo al verificarsi della Legge di Godwin, meno di cinque ore.


#1 da Ale (Bari) il 25 February 2007 - 09:50
Che dire, sono guerre tra poveri! Quanto gli avranno offerto per passare da loro? Ricordo che ai tempi dell’accordo Novell/M$ Canonical offrì agli sviluppatori SuSE di passare la staccionata… Ubuntu vanta un set di sviluppo e una community di primissimo livello. La filosofia può essere giusta, personalmente preferisco SuSE ma capisco che per avvicinarsi a linux Ubuntu sia più facile e intuitivo (soprattutto, per i desktop garantisce un’ottima compatibilità hardware) e sono contento. Se può servire a far crescere il numero di utenti gnu/linux globali dal misero 3,5% [] ben venga!
ALE