Certo, ne esistono a dozzine. Tutti validi, tutti discutibili e tutti estremamente personali e soggettivi. In fondo si tratta di una filosofia e quindi è soggetta ad essere discutibile. Posso spiegarvi i miei motivi, ma dato che sono i miei non sono oro colato. Anzi, vi proibisco di usarli come scusa per installare Linux, dovete trovare da soli le vostre ragioni. Solo così sarete convinti in quello che fate ed andrete fino in fondo.
Con l'altro sistema operativo (usato in versione shell fin dal 1983, ed in versione grafica fin dal 1994), alla fine non riuscivo mai a capire cosa stesse succedendo perché prendeva delle iniziative e non mi diceva nulla. Cose strane tipo Stampante non utilizzabile. Reinstallare i driver per una intera giornata, anche dopo riavvii vari. Il giorno dopo tutto a posto senza che facessi nulla. Improvvisamente non navigava più su internet. Dopo giri sul registro, pannelli di configurazione, wizard, knowledge base, gettavo la spugna. Disinstallavo il supporto di rete (tutto) e reinstallavo. Stessa configurazione, tutto a posto, tutto funzionante come se nulla fosse successo. Lavoro con tre colleghi ad un documento di specifiche utente a norme ESA sul software per una intera giornata. 270 pagine sudate dalla prima all'ultima. Salvo, chiudo. Un collega si ricorda di un dettaglio, doppio click sul documento, messaggio: Questo non è un documento valido. Eh? Perso. Irrecuperabile. Apro il backup, stessa cosa. Alla fine volevo recuperare almeno il testo puro, senza formattazione, tanto era banale. Niente da fare. Immondizia, parti di paragrafo mischiate a caratteri illeggibili. Prendo il documento del giorno prima, e ricominciamo. Dalle 17 abbiamo fatto le 2 di notte. E non abbiamo mai capito il perché fino all'uscita di un pacchetto di correzioni piuttosto sostanzioso. Tre episodi su un totale innumerevole.
Beh, in effetti poco sopra ho detto che non è diverso su Linux. In effetti è lo stesso. Però c'è una differenza, che non so se riesco a spiegare senza fare l'integralista.
L'orientamento attuale dell'industria è di trattare il cliente-utente con due atteggiamenti che per me sono irritanti e offensivi: siamo troppo stupidi per capire e facciamo i furbetti.
Siamo troppo stupidi per capire, quindi ci viene nascosto cosa succede dentro il computer. Ma il computer è un meccanismo totalmente stupido, e i programmi che ci girano dentro sono anch'essi degli automatismi con un limitato numero di risposte, altamente rigidi. Le eccezioni, per definizione, sono imprevedibili, e a questo punto l'essere umano deve poter indicare alla macchina cosa fare. O capire cosa sta andando storto. NO. Nella maggior parte dei casi, è impossibile chiedere ad un programma o ad un servizio di mostrarci le operazioni che esegue in dettaglio. Quindi se una operazione fallisce per una eccezione non prevista dall'automatismo, e non sappiamo quale sia l'eccezione perché non sappiamo quale operazione è fallita, non abbiamo nessuno strumento per indicare alla macchina come uscire dall'empasse.
Facciamo i furbetti: questo è forse l'atteggiamento più offensivo. Ogni giorno viene aggiunto un controllo su quello che non posso fare con il mio computer, pagato con i miei soldi. Se continua così fra poco mi verrà detto che film posso vedere e che parole posso scrivere. Tutto per mantenere gli stravizi di gente che forse ha troppi soldi. Forse non ci siamo capiti: io sono il Cliente, con la maiuscola, e mi dovete trattare bene, perché se volete i miei soldi dovete guadagnarveli.
L'atteggiamento è invece opposto: sono continuamente controllato perché il mio sistema operativo sia originale; se riproduco un supporto, lo devo riprodurre alle condizioni imposte da qualcun altro; se installo un programma, devo dimostrare ogni volta che lo uso di averlo pagato. E per far questo mettono mani e piedi nel mio computer che contiene i miei dati. Ovviamente mi affogano di carta e messaggi in cui mi rassicurano che la mia riservatezza è al sicuro, e che non toccano niente di mio.
E perché mi devo fidare? Se non vi fidate di me, perché mi devo fidare di voi? Se non avete nulla da nascondere, mostratemi cosa fanno tutti i vostri programmini ed i vostri sistemi di protezione. Protezione dei vostri interessi, ovviamente.
Non ho bisogno certo di dimostrare dove porta questo atteggiamento: sistemi anticopia che si comportano come i peggiori virus in circolazione; controlli di originalità che mostrano a tutti che il tuo sistema operativo è rubato, quando invece è il controllo che sbaglia; supporti originali che non si riesce a riprodurre (nel senso di suonare) se non copiandoli per eliminarne la protezione.
Il PC è mio e voglio sapere cosa ci succede dentro. I dati che ci tengo sono personali e nessuno deve permettersi di ficcarci il naso senza il mio consenso. I soldi che vi ho dato erano buoni, quindi voglio che quello che compro sia ineccepibile. Pensate siano motivazioni sufficienti?
Il mio software lo pago. Certo, se voi ragionate così, ovvio che non c'è discussione, avete vinto voi. Ma a me non piace fare ad altri cose che danno fastidio a me. Quindi il software lo pago. Ho giochi originali. A suo tempo, acquistai per lavorare il Turbo C++ per Windows. Ho Windows XP Professional originale. Il mio budget è limitato, quindi compro solo lo stretto necessario. Per questo motivo sul mio computer si trovano OpenOffice e The Gimp.
I giochi hanno prezzi improponibili, come pure i CD musicali ed i DVD video. Quindi mi sento autorizzato a rubare? No. Ho smesso di comprare. Vadano al diavolo. Compro un film l'anno. Sono anni che non compro CD musicali. La musica la sento alla radio. I film li vedo in TV, quel poco che la vedo. Non ho il satellite ed ho fatto solo una volta la tessera del videonoleggio: avevo caricato 15 euro, ed è scaduta con 6 euro dentro. Sarà anche un luogo comune, ma l'industria musicale sta mostrando il peggio di sé: ha successo un rapper, e via tutti a rappare, sbanca l'hip-hop, e da quel momento si ascolta solo quello. Se Atene piange, Sparta non ride: il cinema ha avuto ben poche idee veramente nuove, tant'è che i remake si sprecano. Le cose belle sono disposto a pagarle, l'immondizia no.
Ho il masterizzatore DVD, regalatomi da mio fratello, che ne ha comprato un altro. Ho comprato 10 DVD-R a gennaio 2005. Ne ho ancora 6. Il progetto era di riversarmi le videocassette di X-Files (originali e pagate una per una) su DVD per salvarle dal deterioramento (fanno già pietà in origine come qualità video). Niente da fare. Grazie alla Qualità Superiore del MacroVision (è scritto dietro tutte le videocassette, fanno anche del sarcasmo questi simpaticoni...) me la prendo in quel posto. Guarda caso ora X-Files è uscito anche in DVD come enciclopedia dallo stesso editore che prima lo aveva fatto uscire in videocassetta. E vi aspettate che lo compri? Vada al diavolo. Lui e l'Uomo che Fuma.
Secondo alcuni avremmo tutte le ragioni morali per fare i furbi, secondo la filosofia del tertium non datur: o paghi o rubi. Questo modo di ragionare è detto anche manicheista, dalla omonima fede religiosa che divideva tutto rigorosamente in bene e male, bianco e nero. In breve il ragionamento è: non è bianco? Allora è nero. Non sei con me? Allora sei contro di me. Questo modo di pensare è una offesa alla umana intelligenza: c'è una moltitudine di strade possibili. Vi faccio un esempio preso da Istruzioni per rendersi infelici di Paul Watzlawicz. Siete davanti una aiuola piena di fiori. C'è un cartello che dice Vietato calpestare il prato. La logica del tertium non datur dice: o calpesti o rispetti il cartello. E se rispondo che a me piacciono molto i fiori, e li lascio dove sono?
Per uscire dalla logica manicheista (ed italiota) che recita: o paghi (e sei fesso) o rubi (e sei furbo), ci sono molte strade possibili, ad esempio la filosofia motore dell'open source. C'è una somiglianza innegabile fra il modo di intendere il prodotto dell'ingegno da parte della filosofia open e la scienza pura. Ogni scienziato non vive isolato dal contesto, ma sa benissimo che le sue scoperte sono figlie delle scoperte precedenti ad opera di altri scienziati. Newton, con una frase[3] che poi è stata ripresa da molti dopo di lui, disse: “Se ho visto più lontano, è avvenuto salendo sulle spalle dei giganti che mi hanno preceduto”. Immaginatevi se ogni scienziato nascondesse il frutto del suo lavoro e per risolvere un problema occorresse andare da lui a sottoporglielo direttamente. La teoria della relatività è di Einstein, ma in realtà si basa sui lavori di Maxwell e di Newton e su innumerevoli contributi di matematici, fisici, chimici ognuno dei quali ha aggiunto un pezzo alla piramide che ha in cima la teoria della relatività. Che poi qualche scienziato sia poco incline a divulgare le sue scoperte è un altro discorso, ma non diminuisce il fatto che la scienza si basa sulla condivisione del sapere.
Per il software è esattamente la stessa cosa. Ogni programma complesso non nasce dal nulla, ma si appoggia su una piramide di conoscenze, di tecniche e di algoritmi a cui ogni giorno se ne aggiungono altri.
La filosofia open ammette questo e non toglie nulla alla genialità di colui che prende parti esistenti e le associa in maniera nuova producendo qualcosa che prima non c'era. Anzi, vi dà il DIRITTO di dissezionare una cosa e di modificarla a vostro piacimento. A patto che le vostre modifiche non vadano solo a vostro beneficio.
Ma di questo si discute già abbastanza in giro per la rete. E gli interessi commerciali e corporativi stanno facendo il diavolo a quattro per debellare questo cancro del capitalismo chiamato condivisione del sapere. Fate voi. Io ho già scelto e non me ne pento.
Strano, eh? Tutti che domandano “Cosa mi dà Linux di più?” o “Che fa per me la filosofia open?”. Nessuno si fa la domanda giusta: COME POSSO CONTRIBUIRE?
Ecco. Mai sentito in giro per la Rete. Tutti prendono e pretendono.
Io ho preso la mia parte e adesso sto cercando di restituire il favore. Cerco di contribuire. Non capite a cosa serve? Non fa nulla. Non è il momento per voi. O questa filosofia non fa per voi. Lasciate perdere, vivrete felici lo stesso.
Il mio contributo lo do ogni volta che posso, nel modo che posso. Non ho scritto moduli kernel, non ho trovato falle di sicurezza in qualche server, non ho il nome in nessun file AUTHORS di nessun desktop environment noto o meno.
Ma ho un sito web dove pubblico tutto quello che ho fatto e che ritengo possa essere utile ad altri. Scrivo regolarmente su it.comp.os.linux.* e su it.comp.sicurezza.virus.
Quando trovo un problema in un software, cerco di aiutare gli sviluppatori riportando tutte le informazioni utili alla ricerca della soluzione. Non mi avvento imprecando su qualcuno che ha reso disponibile gratuitamente un suo lavoro, costato tempo e fatica.
Per offrire il proprio lavoro, mettendosi in gioco in prima persona, occorre umiltà e coraggio: due virtù che oggi sembrano di serie B. Ed i risultati si vedono...
[2] Beh, forse e' inesatto. E' violazione del diritto d'autore, art.171bis L.633/41, da sei mesi a tre anni di reclusione, e multa da 5 a 30 milioni delle vecchie lire più il doppio del prezzo di mercato del software copiato più eventuali danni materiali e morali. Se poi il giudice scopre che l'hai craccato, ti appioppa pure frode informatica (art. 640ter CP), da sei mesi a tre anni più multa da 100.000 a due milioni di vecchie lire. Se lo hai comprato così da un ambulante, si arriva alla ricettazione (interpretazione molto discussa in ambito legale, non tutti sono d'accordo), art.648CP, da 2 a otto anni più multa da 1 a 20 milioni di vecchie lire. Se il giudice ti trova sprovveduto e simpatico puo' considerare il fatto di particolare tenuità (parole prese pari pari dalla giurisprudenza) e decidere per multa fino a un milione di vecchie lire e galera fino a sei anni.
Paradossalmente un pedofilo rischia di meno, l'art.600ter CP al III e IV comma recita: “Chiunque [...] con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, distribuisce, divulga o pubblicizza il materiale pornografico di cui al primo comma, ovvero distribuisce o divulga notizie o informazioni finalizzate all'adescamento o allo sfruttamento sessuale di minori degli anni diciotto, e' punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da lire cinque milioni a lire cento milioni. Chiunque [...] consapevolmente cede ad altri, anche a titolo gratuito, materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale dei minori degli anni diciotto, e' punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa da lire tre milioni a lire dieci milioni”.
Notate il paradosso? Se mi scarico un film e lo vedo rischio di finire in galera per gli stessi anni di uno che mette a disposizione sul suo sito un filmato pedopornografico e rischio di pagare il triplo di multa, più i danni. Ma la vera chicca è l'art.600 quater: “Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste nell'articolo 600-ter, consapevolmente si procura o dispone di materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale dei minori degli anni diciotto e' punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa non inferiore a lire tre milioni”. Traducendo: se installo un videogame copiato illegalmente del valore di 20 euro potrei prendere gli stessi anni di galera e pagare almeno il doppio di multa rispetto a chi ha una collezione di due terabyte di filmati pedopornografici.
Ovviamente, sopra ho usato la parola ladro solo perché più maneggevole di violatore del diritto d'autore e per l'impatto immediato sulla comprensione. Ma visto che un semplice ladro rischia al massimo tre anni e fino ad un milione di vecchie lire di multa, sto pensando che è ladro è un termine inadeguato...