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2. Il computer per Fedora

2.1. Il minimo indispensabile
2.2. Fedora ed i notebook

Va bene qui?

Ho installato ed usato Fedora Core fin dalla versione 1, e prima ancora RedHat a partire dalla versione 6.1, fino alla versione 9, ultima rilasciata prima dell'avvio del progetto Fedora. I computer erano i più vari, con le configurazioni più disparate. Notebook con Pentium MMX, server con quattro Xeon, computer compatti (come i noti VIA Mini-ITX), su tutti è stato possibile installare una versione di Fedora senza troppi problemi. Ovviamente mi sono capitati computer in cui l'installazione è difficoltosa, o impossibile, ma sono eccezioni. Quello che capita più di frequente è di non riuscire a sfruttare a fondo l'hardware, specialmente se particolare o poco diffuso. Ma andiamo con ordine.

2.1. Il minimo indispensabile

Ogni nuova versione di Fedora è accompagnata da un documento di note di rilascio, il cui principale scopo è quello di fornire le indicazioni di base per l'installazione e gli eventuali vincoli, di qualunque tipo essi siano.

Uno dei paragrafi più importanti è quello dei requisiti di sistema, ossia il minimo indispensabile perché l'installazione abbia successo. Questo non vuol dire che poi il sistema sia utilizzabile in modo confortevole, nel senso che, pur installando senza problemi tutti i programmi che pensiamo di utilizzare, al momento di lanciarne uno sarebbe evidente un sovraccarico del computer, manifestato da una lentezza esasperante per qualsiasi operazione si vada ad eseguire.

Vediamo di dare un po' di numeri per Fedora:

  • Il processore: per lavorare comodi basta un processore da 800MHz. Se si intende lavorare con applicazioni che implicano calcoli intensivi, come elaborazione video e grafica, vale invece la regola “più ce n'è, meglio è”.

  • La memoria: al netto del minimo indicato perché riesca l'installazione, l'uso di un desktop grafico con molti effetti e molti gadget grafici richiede parecchia memoria, pena una lentezza esasperante dovuta alla continua paginazione su disco. Per usare Fedora in tutta la sua potenzialità, consiglio almeno 512Mbyte di RAM, anche se si può lavorare bene con 384Mbyte, a patto di avere un po' di pazienza per qualche applicazione onerosa, come OpenOffice.

  • Il disco: una installazione funzionante con desktop grafico, applicazioni per Internet e OpenOffice richiede almeno 3-4Gbyte di disco. Ma questo è solo lo spazio per le applicazioni, poi occorre pensare allo spazio di lavoro del sistema operativo ed allo spazio per i nostri dati, che dipende fortemente dal tipo di lavoro per cui utilizziamo Linux. Tanto per fare un esempio, i miei dati più preziosi (parecchi documenti come questo, i sorgenti per alcuni programmi, il materiale di lavoro per le installazioni che faccio, ecc.) ammonta a meno di 200Mbyte di spazio. Ma per alcuni lavori mi servono a volte 15-20Gbyte di spazio per dati transitori, che dopo l'elaborazione non servono più.

    Se si intende sviluppare software, lo spazio necessario sale a 5-6Gbyte per via dei compilatori, delle applicazioni di supporto e di tutte le librerie di sviluppo, presenti nei pacchetti con l'aggiunta -devel nel nome.

  • La scheda video: per quanto possa sembrare paradossale, ed al contrario di quanto dice il buonsenso, più è sofisticata ed “esotica”, meno saranno le possibilità di sfruttarne le caratteristiche più evolute. Le schede video che funzionano meglio sono quelle con chipset Intel 915/945™ e simili, che quasi sempre non hanno memoria dedicata, ma usano la memoria RAM del computer. Per queste schede il supporto è il migliore, dato che Intel pubblica tutte le specifiche tecniche e spesso anche software per sviluppo di driver in open source. Altri produttori forniscono driver per le loro schede video, ma non sempre i risultati sono quelli attesi, ed i driver sono pubblicati con licenze non open source, per cui non è possibile includerli in una distribuzione completamente libera come Fedora. Questo non vuol dire che non sia possibile installare i driver, ma semplicemente non sono compresi nei supporti di installazione e occorre scaricarli da Internet dopo l'installazione di Fedora. Quindi, va bene qualsiasi scheda video dalle prestazioni accettabili. Se poi si intende sfruttare l'accelerazione 3D, quelle che funzionano senza problemi al primo colpo sono quelle basate su chipset Intel.

Questo è il minimo indispensabile per installare Fedora su un qualsiasi computer.

Molto dipende da quello che si prevede di fare e, come sempre, basta un po' di buonsenso: se il nostro principale interesse è la fotografia ed abbiamo una fotocamera digitale che produce file in alta qualità, che tradotto significa immagini in formato TIFF da 20-50Mbyte, è lapalissiano che 384Mbyte possono essere pochi per fare fotoritocco o elaborazioni grafiche.

2.2. Fedora ed i notebook

Il supporto per i notebook è buono, anche considerando che l'hardware di questo tipo di computer è sempre piuttosto complicato. I problemi maggiori vengono dal fatto che purtroppo non si può scegliere la dotazione di periferiche, almeno non più di tanto: se la scheda video fornita è quella, c'è poco da fare.

In ogni caso il kernel di Linux è in continua evoluzione ed oggi molte funzioni tipiche dei notebook, se presenti, vengono sfruttate. Un esempio è la gestione dell'alimentazione, che consente di risparmiare parecchio le batterie del computer, arrivando a durate di tutto rispetto.

Di contro, spesso si incappa in problemi che è impossibile risolvere o aggirare. Con un notebook di una nota marca è risultato vano qualsiasi tentativo di installazione, indipendentemente dalla distribuzione, per via di un problema con il supporto ACPI, ed anche disabilitandolo non si riusciva ad installare comunque. Su quello con cui sto scrivendo, fino al febbraio 2007 non c'era modo di controllare lo stato della batteria (per fortuna quando la carica arrivava vicina allo zero iniziava a lampeggiare un led in basso, sotto la tastiera, per cui potevo provvedere in tempo). Ma, a dimostrazione della continua evoluzione di Linux, ora posso tenere agevolmente sotto controllo la quantità di carica rimanente, il problema è stato risolto.

Per avere una idea delle possibilità di successo nell'installare Fedora sul proprio notebook, possiamo provare sui due siti Linux on Laptops e Tuxmobil che riportano un elenco sempre aggiornato di rapporti di installazione di varie distribuzioni Linux su un lungo elenco di notebook di tutte le marche.

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