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1. Prima di prima

1.1. Cosa c'è in questo manualetto
1.2. Cosa non c'è (o non ci può essere)
1.3. Legalese
1.4. Avvertenze e controindicazioni
1.5. Cose da fare prima
1.6. La scelta della distribuzione
1.7. Dove trovo Fedora?
1.8. E gli aggiornamenti?

In principio...

L'installazione di un sistema operativo, per quanto operata con interfacce utente semplificate, automatismi, procedure guidate e tutto il resto, è una operazione tutt'altro che banale. Peggio ancora l'installazione di un sistema operativo del quale nulla si conosce. Prima di partire con l'installazione di Linux, qualsiasi sia la distribuzione scelta, credo sia fondamentale chiarire bene alcuni aspetti.

1.1. Cosa c'è in questo manualetto

L'installazione di Linux Fedora, con il succedersi delle versioni, è diventata nel tempo abbastanza semplice, ovviamente per chi ha già dimestichezza con Linux ed il suo proprio gergo. Tuttavia, per un principiante di Linux pone ancora parecchi problemi, soprattutto per la differente denominazione che hanno i vari componenti del sistema operativo ed anche, paradossalmente, i componenti del computer.

Qui troveremo una procedura completa di installazione che per quanto possibile ho cercato di rendere in maniera visiva, mostrando i pannelli che vengono presentati durante il processo.

Lo scopo è quello di avere un computer con installati due sistemi operativi, nella modalità chiamata dual boot, che permette di scegliere all'avvio con quale sistema operativo partire, e garantire sia la funzionalità di entrambi senza conflitti, sia l'eventuale scambio di dati fra i due, sempre senza rischio di perdere alcunché.

Per ogni passo della procedura ho cercato di spiegare non solo il significato delle varie opzioni, ma quando necessario ho chiarito il motivo di certe scelte ed ovviamente le conseguenze, spesso per nulla ovvie.

1.2. Cosa non c'è (o non ci può essere)

Il problema maggiore con cui ci si deve confrontare è la estrema variabilità delle condizioni di installazione, senza contare che le possibili combinazioni di hardware esistenti sono quasi infinite. Per questo motivo occorre limitare le possibili varianti a quelle più comuni, o comunque a quelle che hanno un denominatore comune.

Quindi non troveremo trattate installazioni “esotiche” con particolari configurazioni di disco, o con hardware problematico. Né possiamo pretendere che siano trattati tutti i problemi possibili che si possono presentare, anche se citeremo i più comuni, con le possibili strategie di soluzione.

1.3. Legalese

Per quanto sia stata posta ogni attenzione nella stesura di questo testo, l'errore è sempre in agguato. Quindi, per forza di cose, nessuna garanzia di alcun tipo accompagna questo scritto. Se le cose non funzionano non posso farci niente. Basta avere una vaga idea di quante cose possono andare storte durante l'installazione di un sistema operativo per capirlo.

1.4. Avvertenze e controindicazioni

Quando le operazioni possono comportare rischio di perdita di dati o compromettere la funzionalità del computer, sono riportate le dovute avvertenze e le eventuali contromisure per evitare che succeda, o alla peggio per evitare che il disastro si trasformi in cataclisma.

Per correttezza riporto qui le principali avvertenze:

  • L'installazione di un sistema operativo non è una operazione proprio alla portata di tutti. Per quanto semplificata ed agevolata dalla presenza di interfacce molto più amichevoli, è proprio l'operazione in sé ad essere di livello specialistico. Capisco che tutti ci sentiamo al di sopra della media, ma occorre riconoscere i propri limiti, qualche volta.

  • Linux non è Windows™. Essere esperti certificati e riconosciuti di Windows non dà nessuna garanzia di successo con Linux. Invece avere esperienza di altri Unix può aiutare parecchio.

  • Ogni computer è differente dall'altro. Ogni installazione di Windows è differente dall'altra. Quindi non è detto che tutto fili liscio, come non è detto che ci siano per forza problemi.

  • Se abbiamo un computer con il sistema di ripristino del produttore, l'installazione di Linux come dettagliata in questo manualetto potrebbe rendere inutilizzabile tutto il sistema di ripristino. Dato che ogni produttore ha una differente modalità di ripristino, è oggettivamente impossibile garantire alcunché. Per un paio di produttori riporterò un metodo per rendere utilizzabile comunque il ripristino, ma anche questo potrebbe non essere valido per tutti i modelli dello stesso produttore: le cose cambiano velocemente in questo campo.

  • Alcune delle operazioni sono ad alto rischio di fallimento per via della relativa gioventù di molti software, con conseguente rischio di perdita dati. Niente può sostituire un regolare backup dei propri dati.

  • Quando si sceglie di installare una distribuzione Linux, quale che sia, si devono in un certo senso condividere le scelte politiche e strategiche che sono alla base di quella specifica distribuzione. Una delle scelte di Fedora è di non fornire nessun software che non sia libero ed open source, come di non includere alcun software che possa essere anche solo sospetto di violare un qualsiasi brevetto. Per questo motivo, non troveremo nel supporto di installazione di Fedora nessun software relativo ad MP3, DVD video, MPEG audio o video, come non troveremo i driver di alcuni produttori, distribuiti con licenze incompatibili con quella di Fedora. Questo non vuol dire che poi non si possa ascoltare una raccolta di MP3, o vedere un film in DVD, ma non con l'installazione canonica di Fedora. E' bene saperlo: se non siamo d'accordo con queste scelte, è bene passare ad una differente distribuzione.

Se qualcuno ha l'impressione che tutto questo venga detto per scoraggiare chi vuole installare Linux, posso confermare che l'impressione è giusta, ma con una precisazione: si vuole scoraggiare che non ha valutato adeguatamente le ragioni e l'impegno richiesto per passare ad un altro sistema operativo, anche solo per mancanza di conoscenza.

Ho smesso da tempo di consigliare l'installazione di Linux.

1.5. Cose da fare prima

Come abbiamo appena detto, se non abbiamo alcuna esperienza di Unix, in qualsiasi dialetto, è un problema. Linux è una variante di Unix, con cui ha in comune moltissimo: il filesystem, la gestione degli utenti, i permessi, il server X, i protocolli di rete, i demoni, tanto per citare un po' di oggetti a caso. Senza una minima cognizione di queste cose andremo incontro ad una pletora di problemi che saranno insolubili, semplicemente per via della mancanza di conoscenza.

Poi c'è il problema della motivazione, che in realtà dovrebbe essere affrontato per primo. Consiglio vivamente la lettura di due altri brevi articoli che ho scritto:

Insomma, per farla breve, occorre documentarsi. Non basta operare contando solo sulle interfacce utente e sull'aiuto in linea.

1.6. La scelta della distribuzione

Una delle principali ragioni del disorientamento di chi si avvicina a Linux è il numero enorme di differenti versioni disponibili, le distribuzioni appunto. Per quanto le fondamenta siano le stesse, cioè il kernel e l'architettura di base, le distribuzioni possono essere profondamente differenti fra loro, a volte in modo impensabile.

Quindi la scelta è tutt'altro che banale. Esistono varie strategie, ma il mio personale consiglio è di partire da cosa si vuole fare con Linux, prima di tutto. Se si intende principalmente un uso desktop generico, si può scegliere una distribuzione multiuso orientata appunto a questo tipo di impiego, come ad esempio Ubuntu, Mandriva, Fedora o Suse, tanto per citarne qualcuna.

In questo caso, visto che abbiamo già scelto la distribuzione, possiamo saltare almeno questo passo, importantissimo comunque.

1.7. Dove trovo Fedora?

Meglio di me può rispondere il sito stesso del Progetto Fedora, che ha una pagina apposita. Qualche volta è possibile reperire il DVD completo allegato a qualche rivista in edicola.

Ovviamente avere una connessione Internet veloce, meglio se flat, semplifica parecchio la vita, e torna utile in seguito per gli aggiornamenti.

Se ne abbiamo la possibilità, è meglio usare Bittorrent, e scaricare le immagini ISO del DVD o dei CD via peer to peer, ottenendo il duplice vantaggio di scaricare a velocità elevata senza sovraccaricare i server di Fedora e contribuire condividendo i dati man mano che li scarichiamo.

i386, x86_64, ppc, insomma... quale?

Queste strane sigle indicano l'architettura per cui sono generati i programmi contenuti nel supporto di installazione. La versione ppc è per computer con processore PowerPC, tipicamente usato nei computer Apple fino a qualche tempo fa. La versione x86_64 è per processori a 64 bit, mentre la versione i386 è per tutti gli altri. Il mio personale consiglio è di prendere la versione i386, con cui abbiamo la certezza di trovare sempre tutto quello che ci serve. Con la versione x86_64 potremmo avere problemi con driver non compresi dentro la distribuzione e con tutti i depositi di software per Fedora, che nella quasi totalità contengono versioni compilate per i386.

L'unico dubbio è se la versione i386 sia più lenta della x86_64 sui processori a 64 bit. Ebbene le discussioni sono interminabili, come possiamo immaginare, e proprio la presenza di discussioni è la migliore prova che... non esiste prova definitiva che una versione sia meglio dell'altra. Quindi, sempre secondo il mio parere, non ne vale la pena. Meglio la versione i386. Quando saremo più confidenti nelle nostre capacità, allora potremo passare al livello di difficoltà superiore. Per ora non complichiamoci la vita più del necessario.

Una volta in possesso delle immagini ISO, occorre verificarne l'integrità prima di masterizzarle. Questo passo è fondamentale e consiglio caldamente di non ometterlo.

La verifica si fa usando il programma sha1sum, di serie su praticamente tutte le distribuzioni Linux e disponibile anche per Windows sul sito ftp://ftp.gnupg.org/gcrypt/binary/. Questo programma, che si usa dal prompt dei comandi, legge tutti i bit del file contenente l'immagine ISO e restituisce una stringa, un numero esadecimale da 160 bit, originato da un calcolo particolare. Questo numero va confrontato con quello disponibile sul sito di Fedora nel file SHA1SUM. Ad esempio per l'immagine ISO del DVD di Fedora Core 6 il numero è 6722f95b97e5118fa26bafa5b9f622cc7d49530c. Se l'immagine che abbiamo è differente anche per un solo bit il numero risultante cambierà in modo drastico, confermando che l'immagine è in qualche modo rovinata ed inutilizzabile. Se succede è del tutto inutile masterizzarla e sprecare i supporti: occorre scaricarla di nuovo. Fra l'altro questo metodo consente di capire se l'immagine è quella originale o è stata manomessa da qualche buontempone.

Una volta certi che l'immagine ISO è corretta ed integra, tramite il nostro programma di masterizzazione preferito la trasferiamo sul supporto.

L'immagine ISO va masterizzata tale e quale

Non si deve “aprire” come un archivio, né si deve masterizzare come un file, ma va usata la funzione di scrittura immagine propria di ogni programma di masterizzazione.

Al termine avremo la nostra Fedora Core pronta per essere installata.

1.8. E gli aggiornamenti?

Da ottobre 2006 a tutto gennaio 2007, ossia dal rilascio di Fedora Core 6 alla data in cui scrivo, vi sono stati parecchi aggiornamenti: una installazione da 3-4Gbyte su disco arriva a scaricare 600Mbyte di nuovi pacchetti da Internet, cosa che con un modem analogico è impensabile.

Se ne abbiamo la possibilità, possiamo orientarci al progetto Fedora Re-Spins, che ogni mese rilascia una nuova versione dei supporti di installazione con i pacchetti aggiornati rilasciati fino a quel momento.

Unico problema è che le immagini ISO sono disponibili solo via peer to peer con Bittorrent.

Il vantaggio è che se non abbiamo una connessione Internet veloce, e dobbiamo chiedere ad un amico di scaricare per noi le immagini ISO via Bittorrent, tanto vale prendere quelle con i pacchetti aggiornati: in un colpo solo avremo Fedora Core e gli aggiornamenti, senza dover poi scaricare mega e mega di roba da Internet, o peggio chiedere di nuovo al nostro amico.

Se poi non abbiamo l'esigenza di navigare in Internet, e comunque l'uso che faremo del computer non richiede connessioni in rete, il problema non sussiste: gli aggiornamenti sono molto meno necessari, anche quelli di sicurezza.

Gli aggiornamenti di sicurezza sono fondamentali!

Chiariamo meglio, prima di scatenare tempeste di ormoni. Gli aggiornamenti di sicurezza sono assolutamente fondamentali e quando possibile devono essere installati. Solo nel caso particolare ed esclusivo di computer non collegati in rete e che non navigano in Internet possiamo fare una deroga a questa regola. Al momento i pericoli per qualsiasi sistema operativo vengono esclusivamente dalla Rete, sia direttamente che indirettamente: un computer che non ha nessun contatto di alcun tipo con Internet è praticamente isolato dal mondo. Ovviamente questo non vale se in questo computer leggiamo o scarichiamo la posta elettronica.

Sia ben chiaro, questo serve solo a chi non ha la possibilità di scaricare agevolmente gli aggiornamenti. E' del tutto inutile per chi ha installato Fedora Core 6 dai supporti ufficiali scaricare ed usare i supporti del progetto Re-Spins, è uno spreco di spazio: scaricare 3-4Gbyte di immagini ISO per installare 400Mbyte di aggiornamenti non è molto comodo...

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